
Sono un appassionato di musica classica. Ne ascolto tanta anche se ho una preparazione musicale modesta, quasi da far ridere. E come ogni altro ho le mie preferenze e custodisco il mio olimpo di compositori, musicisti ed esecutori, cantanti e interpreti. Tra questi un posto di rispetto ce l’ha di sicuro Daniel Barenboim e la West-Eastern Divan Orchestra. I motivi sono semplici, appassionati e inclini all’empatia e agli affetti solidali. Principalmente perchè nel tempo mi sono appassionato alla questione del conflitto tra israeliani e palestinesi e di riflesso anche alla questione del mondo arabo e musulmano.
Sarebbe troppo lungo spiegare le tante cose che mi piacerebbe dire, (ma sarà obbligatorio tornarci con la dovuta serietà) dei sentimenti contrastanti, delle furie nel mio passato (dovute più che altro ad ignoranza), delle opinioni, credo più avvedute, ma non meno appassionate- di questi ultimi anni. Mi limito solo a dire che “nelle poche cose che faccio” privilegio tutto quello che ancora si ostina a voler dialogare con l’altro e quelle realtà che cercano a fatica e con crescenti difficoltà a trovare spazi di convivenza. Sono momenti difficili, quasi impossibili: l’atteggiamento dell’elite politico-militare israeliana e l’integralismo di Hamas, la debolezza di Al Fatah rendono tutto più complicato, disperato e violento. Ma continuo a sperare e sostenere.
Le due cose quindi stanno insieme: la passione per il direttore d’orchestra e per il conflitto mediorientale stanno insieme per il motivo che Daniel Barenboim -insieme ad Edward Said- ha fondato questa bellissima orchestra composta da giovani musicisti israeliani, palestinesi e arabi. Fanno concerti in tutto il mondo, pubblicano dischi, raccolgono fondi, sono anche un forum per riflettere sul conflitto israelo-palestinese, insomma si danno da fare per una giusta causa. Inoltre Barenboim di origine ebrea e cittadino israeliano ha ricevuto il passaporto dell’ANP (in qualche modo è un cittadino onorario della Palestina).
Leggo su Il Foglio la notizia che riporto sotto e che conferma quanto si possa essere imbecilli, ancora di più se accecati da furori ideologici. In pratica l’ANP ha chiesto all’orchestra di annullare il concerto a Tel Aviv come condizione per suonare a Ramallah.
Faccio mio il pensiero del “compromesso pragmatico” di Bobbio: pensate quello che volete dei vostri rispettivi avversari, ma lasciate in pace chi si ostina a voler dialogare con chiunque. O come recita una facile vulgata: “la pace si fa con il nemico”.
“Il direttore d’orchestra israeliano di origini argentine Daniel Barenboim e il cantante canadese Leonard Cohen hanno cancellato concerti che si erano impegnati a tenere a Ramallah, dopo che diversi esponenti palestinesi ne avevano chiesto il boicottaggio. Barenboim è il grande alfiere della pace e della musica come strumento di convivenza,
è l’ospite dei migliori salotti politicamente corretti, un simbolo dell’universalismo ebraico e della infaticabile profferta di dialogo.
Il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, gli ha conferito la cittadinanza onoraria dei Territori nel 2008 (è l’unico israeliano ad averla). A tanto però è arrivato l’odio per Israele e l’inimicizia persino verso i suoi più radicali pacifisti, fino al punto di precludere a un partigiano della pace come Barenboim il diritto di tenere un concerto nella capitale dell’Anp, Ramallah.
I due musicisti volevano favorire il dialogo dei due popoli. Ma Cohen si è rifiutato di accettare la condizione posta dagli organizzatori palestinesi: annullare il concerto
a Tel Aviv che avrebbe poi tenuto dopo Ramallah. Di Barenboim ai palestinesi non è piaciuta invece la solidarietà che ha dato a Sderot prima dell’operazione a Gaza.
Lo scorso anno Daniel Barenboim doveva essere il primo direttore d’orchestra israeliano a essere invitato in Egitto. Aveva in programma “Le Nozze di Figaro” con l’Orchestra sinfonica egiziana, ma il suo concerto alla Cairo Opera House è stato invece cancellato all’ultimo minuto. Il “nessun suoni” venne ordinato direttamente dal ministro della Cultura Farouk Hosni, probabile prossimo dominum dell’Unesco.
E’ l’effetto reale, banditesco, del boicottaggio antisraeliano, come quello messo in atto dalla Federazione internazionale dei giornalisti, che mira a ottenere il medesimo risultato dei censori islamici di Ramallah. Chiudere la bocca, rapire la cultura e l’informazione, impedire la circolazione delle idee. Nei fatti, stimolare e suggerire una forma di apartheid. Di segregazione oscurantista“. [da Il Foglio]









19 Luglio 2009 alle 12:07 pm |
1 ti riporto dal Corriere della Sera
1Barenboim è stizzito ancora di più coi media locali, rei di diffondere notizie false che poi rimbalzano ovunque. Hanno detto che doveva dirigere a Ramallah e non è vero, hanno detto che la sicurezza gli ha impedito di recarsi nella città palestinese e non è vero (ci è andato l’altra mattina a visitare la scuola di musica da lui stesso fondata e ci è tornato ieri sera per assistere a un delizioso spettacolo di musica occidentale suonato e cantato in arabo degli studenti della mede).
di ieri
2
2Cohen suonerà prima a Tel Aviv, davanti a 55mila persone in uno stadio, poi nel Palazzo della Cultura, davanti a un pubblico assai più esiguo, composto anche dai familiari di alcuni degli 11mila palestinesi detenuti nelle prigioni israeliane.
Esistono però problemi determinati dal gruppo palestinese che punta al boicottaggio( non tutti sono d’accordo su questa scelta) quindi questo concerto potrebbe essere cancellato
http://rete-eco.it/it/approfondimenti/societa-civile-palestinese/7628-leonard-cohens-ramallah-gig-called-off.html
3 Tieni presente che tanti che si scandalizzano di quanto pensano sia successo
a Barenboim lo hanno definito traditore perchè ha accettato la cittadinanza palestinese ed è stato spesso oggetto di dileggio e ostracismo proprio per questo nella sua patria
4 in egitto ha suonato regolarmente
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1078869.html
5 chi è senza peccato scagli la prima pietra: mi sarebbe piaciuto da parte del Foglio la stessa enfasi per il Festival letterario palestinese soppresso dalla polizia israeliana
http://www.haaretz.com/hasen/spages/1089753.html
19 Luglio 2009 alle 8:09 pm |
Ciao. Ho letto con interesse quello che mi scrivi. A questo punto non so se cancellare o modificare il mio post. Effettivamente non ho fatto le docute verifiche, ma solo letto e quelli de IL FOGLIO giocano sporco e in modo ridanciano. Credo che tu abbia perfettamente ragione e ho dato un’occhiata al tuo blog: aprima vista sembra molto interressante e lo seguirò di certo. Grazie comunque
19 Luglio 2009 alle 9:32 pm |
Io se fossi in te lascerei il tuo post: lo si può sempre aggiornare e riporta così sia la versione ufficiale che sta furoreggiando in alcuni blog e forum, sia le smentite eventuali.
Riguardo al Foglio
http://rete-eco.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2194:israele-e-la-bufala-del-lfoglior&catid=28:italia&Itemid=12
grazie per l’attenzione anch’io passerò . Ho visto che ti piace Una Città…anch’io apprezzo molto questa rivista
PS se ti interessa qui c’è qualcosa http://frammentivocalimo.blogspot.com/2008/12/daniel-barenboim-la-mia-mano-per-la.html
20 Luglio 2009 alle 7:11 am |
Grazie per le informazioni. Tra l’altro ricevo un’ottima newsletter da parte di Eco. E’ che nella fretta e gli impegni di questi giorni non ho fatto le verifiche (in genere non accade mai).
Mi fa piacere che conosci e apprezzi Una Città. Ho la fortuna di collaborarci e di conoscere persone fantastiche: tra le migliori incontrate fino ad oggi.
A presto quindi e complimenti ancora per il tuo blog.
20 Luglio 2009 alle 9:22 am |
usa pure il mio blog per comunicazioni: nel mio blog c’è il link di una città…vale la pena di diffondere questa rivista e i suoi libri ( nel mio piccolo frammento cerco di diffonderne la conoscenza)
Ciao e grazie
21 Luglio 2009 alle 6:57 am |
Sì, io farò altrettanto, come ho scritto sul tuo blog. Davvero bello, ben fatto. E’ stato un ottimo incontro, nato dal caso e per un mio errore…come dire: non tutti i mali vengono per Cuocere