
Il Vaticano e le alte gerarchie ecclesiastiche hanno la memoria corta oltre che vedute scadenti e limitate. Il protagonismo crescente fatto di documenti pubblicati , indicazioni, sollecitazioni, prese di posizione tutte nell’ambito “paramagistrale” (e quindi non dogmatico e tantomeno vincolante per un credente: tanto per ricordarlo ai laici che pur criticando ne sanno poco e male) persevera nello stesso errore prudenziale e per niente profetico e cristiano di porre una distanza morale, etica, di compotamento e critica nei confronti del potere politico e di questo governo. Morbidi e defilati sul “mignottume” di regime, sottolineano che nessuna critica è stata avanzata sul decreto sicurezza. Che poi sarebbe corretto chiamare “leggi razziali”. Così come nel 1938 s’accodarono quasi silenziosi e timorosi anche oggi non trovano la vocazione religiosa di proclamare con la forza che si deve in queste occasioni, il bello è che non devono cercare tanto lontano: “perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi” [Matteo 25:35]. Tanta tiepidezza stona e tanta discrezione discredita.
Ma per chi segue in profondità il corpo vivo della della chiesa in Italia, sa che è in atto uno scisma silenzioso, una diaspora non dichiarata che a differenza del passato non si manifesta, ma aspetta e lavora, vive e pensa. Lontana dalle gerarchie intimorite e incapaci.
Perchè è vero che gli alti prelati non osano, ma da tempo (dal papato di Wojtyla: tutto palco e spettacolo) i credenti, dai teologi ai singoli volontari, sono infinitamente migliori, più coraggiosi e lealmente profetici dei loro ingrati rappresentanti ed è a questi che bisogna far riferimento: bisogna avere la pazienza di seguire e sostenere il Sermig di Olivero, le Caritas, il Centro Astalli dei gesuiti, la Pastorale Migranti, don Sciortino, Famiglia Cristiana, i Salesiani della Federazione Scs/Cnos, il Meic, Pax Christi, EveryOne. Una mappa non esauriente, ma neanche riferendosi ai soliti Zanotelli, don Gallo e quei preti sostenuti da MicroMega che fanno tanto colore.
Conoscendo i polli d’allevamento laicista dico solo: tralasciate gli argomenti per cui sono pochi, non fanno notizia, sono deboli, inefficaci, utili idioti. Semmai è vero il contrario: le gerarchie ecclesiastiche sono ascoltate e valutate oltre misura, mentre è diffusa tra credenti e praticanti la disattenzione che rasenta l’indifferenza verso questa sintonia clerico-politica. (Del resto dai laicisti le critiche sono ben accette se fatte a maniche rimboccate o ben argomentate, il resto è fuffa).
Per cogliere sfumature e argomentazioni che smentiscono quello che si dice in giro:







4 Luglio 2009 alle 2:36 pm |
L’ETICA E LA MORALE per IL PAPA : PREDICARE BENE E RATZOLARE MALE!
predica la morale ai politici ma non al suo Vaticano e allo IOR ….(vedi il Libro VATICANO SPA)
PREDICARE BENE E RATZOLARE MALE! ETICA E MORALE SOTTO IL CUPOLONE….
PREDICARE BENE E RAZZINGHERARE (o RATZOLARE ) MALE! IL PAPA BENEDETTO XVI PREDICA L’ETICA E LA MORALE AI POLITICI MA NON AL VATICANO E AL SUO IOR! (vedi il LIBRO scandalo su VATICANO SPA)
1 lug 2009
PREDICA AI POLITICI:
Papa: richiamo ai politici, “valori etici e morali importanti” CITTA’ DEL VATICANO – Appello del papa sull’”importanza dei valori etici e morali nella politica”. Per farlo, Benedetto XVI coglie l’occasione della presenza dell’associazione interparlamentare ‘Cultori dell’etica’ – cui aderiscono parlamentari italiani di varia estrazione politica, presieduta dal senatore dell’Udc Leonzio Borea – tra i 14mila fedeli e pellegrini presenti all’udienza del mercoledi’ in piazza San Pietro: “Saluto – dice il pontefice – gli esponenti dell’Associazione ‘Cultori dell’etica’, la cui presenza mi offre l’opportunita’ di sottolineare l’importanza dei valori etici e morali nella politica”. L’udienza e’ dedicata all’Anno sacerdotale appena iniziato. “Dopo il Concilio Vaticano II si e’ ingenerata qua e la’ nella Chiesa una certa confusione sulla missione stessa dei sacerdoti”, spiega Benedetto XVI, che denuncia come alcuni abbiano “pensato che il loro compito primario fosse quello di costruire prima di tutto la giustizia sociale”, dimenticando che l’annuncio del Vangelo e l’Eucaristia rappresentano l’essenza del sacerdozio, e costituiscono un binomio inscindibile e irrinunciabile. (Agr)
VATICANO SPA
Spericolate operazioni finanziarie mascherate da opere di carità e fondazioni di beneficenza. La storia raccontata in questo libro è totalmente inedita. Parte da un archivio immenso, custodito in Svizzera e da oggi accessibile a tutti. Circa quattromila documenti. Lettere, relazioni riservate, bilanci, verbali, bonifici. La finanza del Vaticano come non è stata mai raccontata. Tutto grazie all’archivio di monsignor Renato Dardozzi (1922-2003), tra le figure più importanti nella gestione dello Ior fino alla fine degli anni Novanta. Sembrava una storia conclusa con gli scandali degli anni Ottanta. Con Marcinkus, Sindona e Calvi. Invece tutto ritorna. I soldi di Tangentopoli (la maxitangente Enimont) sono passati dalla Banca vaticana: titoli di Stato scambiati per riciclare denaro sporco. Depositi che raccolgono i soldi lasciati dai fedeli per le Sante messe trasferiti in conti personali, con le più abili alchimie finanziarie. Lo Ior ha funzionato come una banca nella banca. Una vera e propria “lavanderia” nel centro di Roma, utilizzata anche dalla mafia e per spregiudicate avventure politiche. Un paradiso fiscale che non risponde ad alcuna legislazione diversa da quella dello Stato del Vaticano. Tutto in nome di Dio.. Diventa fan di Vaticano S.p.A. su Facebook Gianluigi Nuzzi E’ nato a Milano nel 1969. Inviato di «Panorama» dopo aver lavorato a «Il Giornale» e collaborato con il «Corriere della Sera», dal 1994 segue le più rilevanti inchieste giudiziarie con implicazioni politiche e finanziarie del nostro paese. Negli ultimi anni i suoi scoop hanno fatto scandalo e determinato nuove indagini come nella guerra tra l’ex ministro Vincenzo Visco e l’ex numero uno della Guardia di finanza Roberto Speciale, le intercettazioni di Piero Fassino e Giovanni Consorte («Allora Gianni siamo padroni di una banca?») e quelle di Gianpiero Fiorani e Antonio Fazio («Tonino ti darei un bacio in fronte») nell’inchiesta sulle scalate a Bnl e Antonveneta o, più recentemente, quelle dell’allora premier Romano Prodi.
della serie: PREDICARE BENE E RATZOLARE MALE!
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