ulisse: il caso è chiuso!

Il mondo sarà salvato dai ragazzini, come Elio: il bambino timido, con uno sguardo buono, un viso di infanzie passate. È lui che mi ha aiutato a ritrovare la peste! Vi racconto come è andata.

Qualche notte fa sento miagolare, caspita! Mi alzo, faccio in tempo a sbattere il mio prezioso cranio alla porta, mi affaccio al balcone e inizio il doppio fischio –che poi è lo speciale linguaggio tra noi e ulisse. Lui risponde, sembra un pianto. Come due pseudo-gattari ce ne stiamo sul balcone di notte, la luna alta e noi a chiamare ulisse. Ormai è chiaro che sta miagolando tre piani in basso: è nel giardino abbandonato, come aveva predetto EvaK: intuito femminile! Gli scenari sono foschi: è caduto, ha una zampetta rotta, sta morendo disidratato, è volato per afferrare un piccione al volo. Quante ne abbiamo dette? E ho pure dormito malissimo. Il giorno dopo al lavoro uno straccio si presentava sicuramente meglio. Comunque è in questo giardino abbandonato da anni, cui nessuno riesce ad accedere, si racconta che sia di proprietà di un conte che non si sa dove viva e che non si riesce a rintracciare. Un albero gigantesco spunta e arriva fino al nostro piano, inclina pericolosamente e la polizia municipale non sa come intervenire. Giuro che è tutto vero. Quindi come si fa a raggiungere il disgraziato probabilmente morente?

Il giorno dopo mi attrezzo: faccio il giro delle botteghe artigiane sotto casa e chiedo l’accesso al giardino. Ovviamente nessuno sa come arrivarci e sono piuttosto sconsolati. Provo a bussare agli unici due portoni che non ci avevano aperto e quindi arrivo ad un enorme portone busso e si apre lo scandaloso mondo che meriterebbe più di un esproprio proletario! La collettivizzazione forzata. Infatti mi viene aperto da uno di quei portoni che sembra dovessero passarci delle carrozze, dentro l’androne che cade a pezzi, con mobili sfasciati e accatastati mi apre un vecchio ciccione che passa le sue giornate seduto fuori a guardare i passanti e a commentare. Bè questo tizio mi apre e mentre cerco di aprire bocca mi si gela voce e cuore:. il ciccio è nudo! Un’enorme panza nasconde un minuscolo pistolino. Comunque sono esterrefatto! Mi indica il giardino retrostante e mi dice che non ha la chiave che mi viene fornita da certi indiani che vivono nello stesso androne del palazzo. Blade Runner al confronto sono le Maldive. Entro in questo fantastico giardino abbandonato: è immenso, ci sono due capanni, due verande per i due appartamenti che si affacciano, lo scheletro di un gazebo –fu stile liberty- e poi immondizia, carrelli della spesa, bocce di detersivi.

Comunque mi arrampico con la scala, sgarro pantaloncini e maglietta (‘azz, quella dei Sonic Youth presa ad un loro concerto ad Arezzo. Maledizione!), cammino sui tetti, faccio l’equilibrista su un muro attaccato alla rete, chiamo ulisse, fischio. Devo sembrare patetico: la gente si affaccia, mi guarda e richiude le persiane per risparmiarsi quello spettacolo penoso. Sul muro dove sono aggrappato ad un equilibrio della volontà chiamo ulisse e scopro che tra me e il giardino dove lui sta c’è un altro giardino abbandonato pure questo?! Accidenti. Non c’è verso di raggiungerlo e poi ha smesso da un pezzo di miagolare: poveretto sarà esausto.

I tentativi vengono ripresi il giorno dopo. EvaK fa un giro di telefonate per cercare l’irruzione di polizia, carabinieri e vigili urbani per far intervenire i vigili del fuoco. Sembra che si debba fare così. io chiamo ulisse e il suo miagolio risulta essere più distante. Perfetto vuol dire che ha camminato e magari ha cambiato giardino. Quindi rimando tutto a dopo l’intervista che devo fare oggi. Torno e all’ora di pranzo mi apre un peruviano giovane e distinto che mi dice di passare fra mezz’ora perché sta pranzando. Ok. Dopo mezz’ora passo all’esplorazione del giardino: che ha una bella vasca in pietra al centro, una colonna a terra, capanni ed erbacce anche qui. Il ragazzo tiene una casa molto ordinata e il giardino viene risparmiato , quindi le condizioni sono pietose perché da solo sicuramente non riesce a stargli dietro. Ulisse, tanto per cambiare non ha risposto.

Mi rassegno e però tento la sortita di nuovo nel giardino di ieri. Entro e inizio a chiamarlo. Nessun segnale. Mi rassegno e faccio per andarmene, quando ad un certo punto da una porticina si affaccia Elio, questo fantastico ragazzino che mi dice: “stai cercando il gatto?”. Certo. Mi spiega che da qualche giorno è lì su quell’albero. Capito l’infame? Io entravo nel giardino e lui non mi correva incontro. Si affaccia la mamma: uno scricciolo come il figlio, forse sono albanesi: tutti e due vestiti da capo a piedi di timidezza e dignità. La signora mi aiuta e mi porto Elio con me tra l’erba alta alla ricerca del gatto nero. Signori davanti a me si mosse una massa nera e sotto una tavola lo trovai spaventato più che mai e deciso a non farsi prendere, mi decido per l’azione di forza e la presa sulla collottola. Saluto Elio, ringrazio la signora e il cuore felice per l’incontro e il ritrovamento dello ‘stronzo’. Già perché nonostante i miei richiami se ne stava nascosto nel giardino e io che ci ho rimesso pure la maglietta dei Sonic Youth.

Arrivato a casa tra miagolii sempre più acuti, il sottoscritto ha ammazzato il solito vitello grasso come si conviene per i ritorni dei figlioli prodighi, quindi croccantini e bocconcini insieme e per 5 minuti buono le sue mandibole sono state impegnate solo in questo. Poi si è acciambellato sulla sedia e ha continuato a fare le cose di sempre come avrete visto dal cartone: cioè rompere. Però che gioia.

La sera abbiamo quindi festeggiato con leggerezza il compleanno di EvaK che mi ha invitato al 25 aprile: mitica Casa del Popolo fiorentina dove ci siamo goduti cozze, vongole e frittura di pesce.

Dimenticavo: ulisse non era tanto smagrito! Boh. Con questo il caso è chiuso.

Perdonate la lunghezza, ma ci tenevo a concludere con una considerazione. Da questa vicenda ho conosciuto una situazione intollerabile: proprietari che affittando a poveri migranti bisognosi si permettono di non fare alcun tipo di intervento di ristrutturazione sulle loro proprietà (tanto se uno è povero o disperato di adatta e non va cercano ‘Maria per Roma?), se ne fregano se arrivano ad essere fatiscenti, intanto incassano e non spendono e reinvestono in niente. Inoltre quelli senza scrupoli affittano a situazioni di pappa e povere donne sfruttate: meglio perché più ricattabili. Altri tengono le case chiuse, dimenticano pure di averle: vedi il conte e i giardini lasciati in uno stato vergognoso. Un mondo che andrebbe rivoltato come un calzino e con molta fantasia tipo il Guerrilla Gardening per far vergognare e zittire questi egoisti. E pensare quello che abbiamo patito noi e quello che altri patiscono con maggiore pesantezza. Requisite tutto!

9 Risposte a “ulisse: il caso è chiuso!”

  1. ziomassimo Dice:

    Anche se personalmente ritengo che i gatti, in genere, siano: ruffiani, ingrati e opportunisti e per questo non li sopporto, sono contento per te e per il tuo ulisse, per il lieto fine di questa storia. Penso che abbia contribuito ad arricchirvi entrambi.

  2. ubik Dice:

    arricchirci non so, farmi dormire male sicuramente.
    Ah, ziomassimo volevo dirti che se continua di questo passo a Firenze voterò la estrema, viste le ultime sortite del Cioni!!!

  3. Roberto Dice:

    Se il giardino è fatiscente (infestano da immondizia, “animalacci” ecc.) è l’albero è pericolosamente inclinato, non esiste proprietà privata che tenga; denunciate la situazione.
    ciao
    P.S.
    Sono allergico ai gatti, dopo questo racconto penso che sia un bene, devo ringraziare Dio :D

  4. ubik Dice:

    Lo sappiamo Rob, è che la municipale: incredibile, ma vero! non sa da dove può accedere. A suo tempo tra tutti i condomini avevamo fatto una petizione/esposto. Vabbè, continueremo a provarci!!!

  5. Kaiseki Dice:

    ..ma questo racconto è bellissimo! Me la sono immaginata proprio bene la casa abbandonata (volutamente un’po meno il ciccione ignudo) ..è stata una picevole lettura Ubik, Piacere di conoscerti ^_^
    ps.
    Ho sbirciato anche i post sulla cucina..e credo ti ruberò l’idea di postare i miei Esperimenti..in un posto dove ”Lui” non possa soffocarmi coi suoi sguardi assassini et rassegnati :D

  6. ubik Dice:

    Ciao Kaiseki,
    sono molto lusingato del tuo commento. Mi fa piacere che ti sia piaciuto il racconto e ancora più l’idea presa in prestito degli esperimenti al riparo di “assassini e rassegnati”.
    Qual’è il tuo blog?
    A presto

  7. ubik Dice:

    ovviamente il piacere è anche mio :-)

  8. Kaiseki Dice:

    Mi trovi qui:
    http://violentina.wordpress.com

    dimenticavo di menzionare i citati Fugazi..vecchia guardia mh? ;)

  9. ubik Dice:

    Già. Vecchia Guardia. I Fugazi, pensa che li vidi ad uno dei concerti che il Forte Prenestino a Roma faceva il 23 dicembre.

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