Dato che sono stato un elettore Verde e che tutt’oggi mi appassionano i temi legati all’ambiente, la pace, i diritti umani…insomma tutto il bagaglio eco-pacifista classico, provo una grande pena per la deriva -che non è di ieri, ma dell’altro ieri se non addirittura prima ancora- delle Liste Verdi. Avete letto su questo blog per il mio affetto verso Langer. Quindi? Quindi come ho detto ad un mio carissimo amico che nei Verdi fa attività politica e bene: sono un elettore in esilio, che ha trovato rifugio nel PD e come tutti i “cani sciolti” (uno volta si sarebbe detto così) qui trovano casa pur perplessi, sconsolati, quasi disgustati da certe pratiche che abbiamo sempre contestato e che ci hanno tenuto lontano fin qui. Comunque eccovi riprese le parole di una persona che stimo a proposito dei Verdi:
alcune dichiarazioni di Marco Boato:
«Mi spiace per Grazia, per la quale continuerò ad avere stima, ma è stata usata all’interno di un’operazione fatta dagli stessi che hanno ridotto i Verdi a un partito personale, craxiano, costruito sull’omertà, col mercimonio delle tessere, il leaderismo, l’unanimismo, completamente isolato dalla società, dagli intellettuali, che pure ne hanno rappresentato storicamente una forza. Sappiano che da domani non sarà più così. Se non altro, abbiamo il 40% del partito, e ottenuto con i delegati tesserati da Pecoraro. Una delle prime cose che ho intenzione di fare è chiedere al più presto un nuovo tesseramento».
«Fosse stato per Grazia, Pecoraro sarebbe sempre lì. Ancora sabato scorso era nella scaletta ad aprire i lavori di Chianciano! Li ho dovuti tempestare di telefonate e di mail, ho detto a Grazia “voi siete pazzi! Se fate aprire Pecoraro Scanio siamo finiti”. E l’ho ripetuto a lui, il quale ha farfugliato due parole. Altro che dimissioni spontanee. Queste cose le ho dette da tempo, al consiglio dell’11 maggio, ma anche l’8 dicembre, dopo quell’intervista di Bertinotti a Repubblica nella quale i Verdi venivano annessi a quella minoranza massimalista che è stata la Sinistra arcobaleno. Prima, le diceva anche Grazia».
«appena eletta è stata subito commissariata da quella sceneggiata infima recitata da Pecoraro. Ha fatto finta di non venire, per sensibilità, a Chianciano, poi, appena eletta Grazia, si è materializzato e le ha messo il cappello sopra. Che vergogna. Era nascosto nella macchina fuori. E che modo per indebolire subito la portavoce».
«Mi aveva giurato che non aveva intenzione di candidarsi (Grazia Francescato) la sua classe dirigente piena di personaggi impresentabili, con stili di vita discutibili, idee talvolta assurde, di cui è simbolo uno come l’ex deputato Roberto Poletti, che per sei puntate ha scritto paginate di veleni su “Libero”; gente che ha realizzato congressi senza opposizione, con allestimenti faraonici»
«dovremo essere poveri; che disagio le sedi ricche, le scarpe di vernice, gli scenari che sembrano fatti da Filippo Panseca, l’architetto craxiano…».
« Alexander Langer, si sarebbe sentito a disagio con questa gente; lui credeva in un partito con cultura di governo, non una cricca del no».
da Jacopo Jacoboni de La Stampa:
Come altri compagni, Adriano Sofri, Luigi Manconi, Gianni Mattioli, Massimo Scalia. «Adriano ieri sera mi ha chiamato», racconta. «Lui è in apprensione per le sorti del Pd, ma guardava con simpatia alla mia battaglia, questo lo posso dire. Manconi anche, se n’è andato per i motivi che fanno soffrire me, lo sento spesso. E Alex… Con Alex i Verdi li avevamo fondati, questi qui non credo nemmeno se ne ricordino più, chi era, col suo zainetto sempre uguale».









22 Luglio 2008 alle 6:47 am |
[...] anche del futuro (?) dei Verdi: Maurizio Baruffi, Linea d’ombra, Gennaro Carotenuto, Vincenzo Iurillo, Verdi di Treviglio. E’ utile leggere anche [...]
22 Luglio 2008 alle 2:05 pm |
Dopo i congressi nazionali di 3 dei 4 partiti che componevano la Sinistra Arcobaleno, nel prossimo weekend sarà il turno di Rifondazione Comunista. Così il quadro sarà completo.
Cosa ne è scaturito finora? Bene, a tre mesi dalla batosta elettorale tutti questi soggetti stanno ancora vagando. Ogni tanto si fermano per domarsi se è meglio rifare il partito comunista oppure iniziare un percorso costituente che porti ad un nuovo soggetto oppure se bisogna essere più verdi ed autonomi oppure… Nessuno è stato finora in grado di trarre alcuna lezione utile da quel che è successo alle ultime elezioni. Nessun cambiamento di metodo e di leadership, nessun bagno d’umiltà. Anzi, in alcuni casi vengono rispolverati i fantasmi del passato: dal centralismo democratico, utile per sedare ed abolire ogni forma di dibattito, alla rediviva Grazia Francescato, utile per permettere al buon Pecoraro Scanio di continuare a guidare il partito per interposta persona. E nei prossimi giorni anche Rifondazione sembra destinata a fare la stessa fine: per mantenere equilibri e posti di comando, tutto cambierà perché nulla cambi.
Salvo miracoli, in questi giorni si sta assistendo al definitivo suicidio di quel che rimane della sinistra italiana.
Nel frattempo il mondo continua a girare, la società cambia e si muove ma, rinchiusi ognuno nella propria torre d’avorio, nessuno sembra accorgersene. L’importante è che ognuno abbia il proprio giocattolino con cui continuare giocare a fare il dirigente di partito.
Che tristezza!
24 Luglio 2008 alle 10:26 pm |
Bè credo che stiamo assistendo alla fine di un certa sinistra. E ci vorrà del tempo per vedere nascere qualcosa di totalmente nuovo!!!