
Il lunedì alle otto della sera ce ne stiamo tutti lì, all’angolo della piazza stile Savoia, ce ne stiamo sotto gli alberi con le spalle appoggiate ai bei lampioni ottocenteschi. Io arrivo in bicicletta, altri a piedi, qualcuno lo riconosci dalla cassetta di plastica che va restituita in ogni caso; qualcuno arriva con una bimba felice e chi ci vede passare forse pensa ad un nuovo tipo di tossicomani. Infatti stiamo ad aspettare che arrivi il furgoncino con le nostre cassette di frutta & verdura manco fossimo ad aspettare il pusher in piena crisi di astinenza. Insomma è uno degli aspetto del GAS (che sta per Gruppo d’Acquisto Solidale) di cui vi ho già parlato e magari ne avete sentito parlare. Insomma dopo un paio di settimane di aggiustamento e con la sensazione che ci stavano fregando o che non conveniva: più per abitudine che per averlo verificato. In realtà va benissimo. La cassetta che scegliamo noi, quella da 15 euro è ricca di cose. Sembrano non tante e all’inizio rimani un poco perplesso (da lì la nostra diffidenza) abituati come siamo a fare spese che se non sudi e sbuffi per il peso e la quantità delle cose comprate sembra che si debba rischiare fame o rimanere digiuni. Non è così. Quello che ci viene portato è a un prezzo onesto e proporzionato al costo della vita di queste parti.
È sufficiente, qualcosa avanza e dura la settimana che entra. Le cose sono ottime: durano di più, sono saporite e quindi –of course- biologiche. Tra qualche tempo ci aspetta la prova della carne, ma bisogna aspettare la macellazione. Per la verità ci siamo rivolti ad un altro gruppo che ha un altro produttore e che fa la carne molto meno rispetto al nostro di riferimento. Per cui siamo “gasisti” un po’ vagabondi: abbiamo il nostro gruppo di riferimento, ma ci rivolgiamo anche ad altri gruppi, come per la carne e per attività in campagna tipo la smielatura e le conserve (tra l’altro ho verificato che Firenze è la città con il maggior numero di gruppi GAS). Sì perché il nostro gruppo simpatico e un po’ arrabattone non è che sia molto giovane ed è un tantino confusionario. Alle riunioni inizieranno dieci discorsi, se ne conclude mezzo così da riprenderne un altro. Si va via frastornati e con le idee confuse: che facciamo con i detersivi? E lo scambio del cambio di stagione? Poi data l’età e il censo (direi medio alto) credo che pochi si preoccupano di cosa pagano. Per frutta e verdura ok, così come per il tonno e la bottarga e il riso. Ma della carne vi ho detto. Comunque nel complesso siamo soddisfatti e devo dire che stiamo facendo una esperienza preziosa.
Infatti con maggiore determinazione stiamo praticando sul terreno alcuni valori di sobrietà e critica a quello che ci sta intorno, corriamo il rischio di un’estraneità sempre maggiore lo so, e vi devo dire che la cosa funziona particolarmente. Insomma in un periodo fermo e di crisi della quarta settimana che tocca moltissimi (e che sempre moltissimi non dicono per antico e pudica vergogna) noi abbiamo deciso di aggredirla dandoci l’opportunità di verificare sul campo la sostanza delle idee che girano nell’area che una volta si sarebbe definita eco-pacifista. Bè funziona: non abbiamo macchina e quindi dell’aumento di benzina pure mi scordo, se non fosse che lo leggo sui giornali; il cibo passa attraverso il GaS e quindi la filiera è ridotta all’essenziale; fra poco ci decideremo a passare alla 220.it perché rinnovabile e fuori dai monopoli. Alla fine pur misurando tutte le spese reggiamo egregiamente. Visto che concerti (l’ultimo bellissimo al Bargello: Bach) e libri non mancano, così come gite, escursioni, amici.
Tutto questo lo sto documentando per gusto e ambizione, ma non dico di più. Aggiungo solamente che SI PUÒ FARE: una società sobria (che non è sinonimo di povera), democratica, gentile, pratica, essenziale, attenta al bello e rivolta al gusto delle relaizoni genuine…vabbè mi fermo e prima di salutarvi vi consiglio, ma consigliare è poco: compratelo e leggetelo! Dovrebbe essere l’imperativo. Cosa? Giusto: Stagioni di Mario Rigoni Stern (penso che i prossimi mesi li passerò a leggere tutti i suoi libri, non credevo che scrivesse così bene). mi ha commosso e aperto il cuore verso il mondo, le persone lontane, la natura. Nostalgia e mitezza. Tutto questo dentro un libro. Bello.








