il matrimonio del mio migliore amico

Volevo raccontarvi del matrimonio del mio migliore amico (per ragioni di chiarezza: ho tre migliori amici). Tutti e tre occupano lo stesso posto nel mio cuore, alla faccia della legge fisica che più di un corpo non può stare nello stesso spazio. Bè con gli affetti è possibile e saluti alla Fisica. Comunque sono tre e lui: quello che si è sposato è speciale perché siamo cresciuti insieme e per tutta la vita vissuta fino ad ora ne abbiamo passate di cotte e di crude. E il caso, il destino, dio o manitù ha voluto che incontrasse una persona molto bella. Che invidio bonariamente vista la manualità spedita con cui si attrezza in tante cose e che mi rapisce per la sua tenace dolcezza e caparbio senso del dovere, la coerenza dolce delle donne migliori. e tanto altro che non sto ad elencare.  Come il mio amico del resto. In questo ho imparato molto da lui: perché se c’era una cosa di cui mi vergognavo da adolescente era la mia totale incapacità di fare qualsiasi cosa, compresa l’avvitamento della lampadina. Vabbè tempi lontani e molli, visto che oggi come oggi applicandomi con la dovuta pazienza sarei in grado di ristrutturare una casa o quasi (l’ultimo trasloco docet!). comunque ritorniamo alla fatidica data.

Si sposano e non possiamo mancare. Visto che poi tutti e quattro: noi e loro siamo accomunati per una passione per le cose semplici, naturali, senza troppi fronzoli inutili e forzosi. Sapevamo che il loro matrimonio sarebbe stata un’autentica festa invece della solita messa in scena a cui tanti ricorrono per conservare il ricordo del “giorno più bello della loro vita”. Conoscevamo molti dettagli e toccato con mano la loro emozione nel preparare tanti aspetti. Rimango convinto (dopo il mio e anche dopo questo matrimonio)  che se uno organizza in proprio, in modo affettuoso, indipendente e se cura gli aspetti che più sente suoi difficilmente troverà un motivo per separarsi in futuro. Ovviamente è un ragionamento per paradosso quello che dico, che però contiene secondo me una sua potente verità. Infatti io penso spesso al mio matrimonio, penso spesso alla splendida chiesa nuda, alle musiche, alla predica affettuosa del “nostro” amico gesuita e so che non ripeterei con nessun altra quello che ho provato quel giorno e solo quel giorno insieme alla cara woodstock.

Quindi ho visto nel mio caro amico e nella sua splendida “metà” quella partecipazione affettuosa che rende unici e preziosi quei giorni. Trasformandoli in incisivi segni nella memoria del cuore. Comunque. La trasferta a Chiusi prevedeva due giorni da passare insieme: l’allegra brigata degli amici e conoscenti variamente sparsi e che in qualche caso (più di qualcuno) non vedevamo da anni. Grande felicità quindi alla vigilia ritrovare l’amico d’infanzia che nel frattempo si è sposato, il vecchio grande amico naturalizzato “doìcch” con al seguito gli splendidi figli. E poi tutta la banda conosciuta al nostro primo campo di lavoro a Festambiente: io e il mio amico salimmo da Civitavecchia in quel di Rispescia in bicicletta, fedeli alla linea eco e ci mettemmo a cucinare zuppe di farro, pastoni di verdure, crostini; alzare strutture, palchi, stand in cambio di tende e cibo, mare e scacchi contro ombrosi russi mandati forse dal KGB. Insomma ho ritrovato quegli amici conosciuti lì e che una volta sparsi per l’Europa uno li ritrova poche volte e in modi da non dimenticarsene. L’ultima volta infatti fu ad un indimenticabile concerto di Nick Cave ad Arezzo e oltre al finale struggente del concerto ricordo la mitica “Love Zone” da raggiungere in macchina tra i boschi intorno e in mezzo ad unaradura musica dub ed elettronica fino all’alba. Che tempi spensierati.

Comunque il fatto è che il nostro amico ha tenuto i contatti con tutti e ha radunato questa genìa “beat” dispersa tra Londra, Budapest, Foresta Nera, Roma, Grosseto. Insomma il mondo. Da parte mia figuratevi l’emozione nel rincontrare una reduce di quel Festambiente e ci ricordavamo così bene l’uno dell’altra. Grandi Emozioni sotto tutti gli anni passati.

Che dire del resto? Molto. Soprattutto se due giorni passati insieme a vecchi e nuovi amici in un bellissimo casale in pietra nella Maremma sempre più bella ti danno modo di fare e dare sfogo alla fraternità spiritosa e ironica dello stare insieme. Quindi lunghissime mangiate, grandi risate. Matte risate, molto bere. Questo la sera prima, ma il giorno dopo siamo freschi come all’arrivo e con lo sposo ci incamminiamo a piedi verso la chiesa dove un altro gesuita che avevamo avuto modo di conoscere e apprezzare aspettava contento. Finita la cerimonia tutti di nuovo al casale dove donne, amiche e parenti della sposa avevano preparato in modo molto informale, ma genuino paste al forno, griglia, pizzerustiche, salumi, vino. Altro che ristoranti! E poi s’è proseguito con la pentolaccia e balli. Mano a mano che i parenti andavano via rimanevamo noi tutti. Sempre più stremati, sempre più contenti, sempre più pacati e divertiti abbiamo tirato fino a notte scolandoci letteralmente quello che era rimasto. Alla fine anche io ed EvaK siamo crollati desiderando il bel materasso che ci aveva accolto la sera prima. Una festa autentica: naturale, dolce, soave, preziosa e affettuosa. Il mattino dopo siamo partiti alla volta di Firenze: nel cuore due giorni bellissimi e caldi d’affetto. Per chi c’era e per chi non c’era eccovi le foto: qui.

8 Risposte a “il matrimonio del mio migliore amico”

  1. ziomassimo Dice:

    Bel racconto, bel matrimonio, bella festa, belli gli sposi e anche gli invitati (i tuoi Birkenstock sono…incommentabili). Ti confesso che ti invidio un pò, non è facile che certe situazioni risultino così piacevoli e complimenti e auguri al tuo amico.
    Sono totalmente d’accordo sul fatto che se uno organizza il matrimonio in proprio, in modo affettuoso, indipendente e se cura gli aspetti che più sente suoi difficilmente troverà un motivo per separarsi in futuro. Infatti anch’io penso spesso e con la dovuta dolcezza, al mio matrimonio, alla splendida chiesa francescana, piccolissima e nuda, alle musiche, al mio carissimo amico cantante lirico (uno di quei tre amici che si portano nel cuore), che mi volle omaggiare con una stupenda esecuzione, alla predica affettuosa del sacerdote, francescano anche lui e zio di mia moglie e proprio lunedì prossimo non potrò fare a meno di pensare anche che da quel giorno sono passati ben 18 anni!

  2. ubik Dice:

    grazie grazie. Ovviamente i meriti sono tutti per gli sposi che hanno saputo mantenere e ricreare le nostre atmosfere amicali, un poco “beat”.
    Le Birki (oggi così si complimentava una commessa nel rendermi l’orlo di un paio di pantaloni in SALDI!!!) sono inseparabili. Diciamo che ho tre certezze nella vita: il soldo, la mortazza e le birkenstock (avendo dovuto accantonare la “femmina”).
    Riguardo il matrimonio sai che mi trovi d’accordo. I riti hanno la loro importanza in fondo. E non c’è niente di male ad essere un pò pre-moderni.

    PS: io e lei siamo tentati dal concerto a Livorno dei mitici Chemical Brother.
    Ahia.

  3. gianlu Dice:

    Bel racconto, bel matrimonio, bella festa, belli gli sposi e anche gli invitati (i tuoi Birkenstock sono…incommentabili, proprio come quelle della mia Krucca). Ti confesso che ti invidio un pò, non è facile che certe situazioni risultino così piacevoli e complimenti e auguri al tuo amico. Fino ad oggi pensavo fosse il mio, il matrimonio più anticonformista che conosco, ma questo mi batte di sicuro!
    Sono totalmente d’accordo sul fatto che se uno organizza il matrimonio in proprio, in modo affettuoso, indipendente e se cura gli aspetti che più sente suoi difficilmente troverà un motivo per separarsi in futuro. Infatti anch’io penso spesso e con la dovuta dolcezza, al mio matrimonio,
    alla calata dei Krucchi sul campidoglio, a quanto era (ed è!) bella K, alla festa fino a tarda notte, ed anche a quelli che pensavo fossero miei amici.
    e proprio giovedi prossimo non potrò fare a meno di pensare anche che da quel giorno sono passati ben 4 anni!

    Aggiungo una cosa solo mia.
    Tu ed eva siete proprio carini insieme.
    A presto
    Gianlu

  4. gianlu Dice:

    ho riletto l’ultima frase e….o non mi fraintendete, anche presi singolarmente non siete niente male!

  5. ziomassimo Dice:

    …forza, fatevi ’sto concerto! La musica più se ne sente e meglio è, niente ci arricchisce come la musica.
    Io sono reduce dal concerto di Daniele Silvestri della scorsa settimana. Penso che fra tutte le buone vibrazioni che mi ha dato, difficilmente riuscirò a dimenticare le migliaia di pugni chiusi cantando in coro: venceremos, adelante o victoria o muerte!

  6. ubik Dice:

    Grazie per i complimenti gianlu. Rimando alla risposta per ziomassimo: merito degli sposi. Grazie per i carini, ma insomma ci siamo messi in posa e studiato nei dettagli il tutto. Fashion, my darling.

    Per ziomassimo: allora se famo ’sto concerto? Si vedra’. Comunque oggi abbiamo deciso un mitico De Gregori il 12 a Rispescia (GR) a Festambiente.
    Nostalgia canaglia!!!
    Certo che Daniele Silvestri…compagnone :-)
    Venceremos addirittura la conoscevo a memoria e mi squarciavo le corde vocali. Pensa te.

    W Niki…

  7. Eva kant Dice:

    Grazie per i complimenti… il vero volto di Eva kant non doveva essere svelato…!

  8. Eli Dice:

    e perchè, Eva? sei così carina! :-)

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