have you wanted the bycicle? e mò pedala

“La vita è come andare in bicicletta: se vuoi stare in equilibrio devi muoverti”. Albert Einstein

Io adoro la mia bicicletta. E soprattutto sono contentissimo di non possedere la macchina. Woodstock (alias EvaK) e io possediamo rispettivamente una Bottecchia e una Coppi: solide, pneumatici larghi, leggermente tacchettati, 21 rapporti per affrontare colline e salite, robusti portapacchi, pratiche borse da città e da viaggio.

Quando possiamo e quando ne abbiamo voglia ci facciamo qualche giro per itinerari cicloturistici. Comunque è il nostro principale mezzo di trasporto: facciamo la spesa, andiamo al cinema, raggiungiamo amici, ci spostiamo al lavoro. Tra le altre cose ho preso gusto a pedalare e gustarmi le reazioni diverse ai diversi tipi di percorso (diversi asfalti, terriccio, ghiaia, sterrati); se piove poncho e protezioni, se fa freddo guanti e cappello, sciarpa e giacca antivento, se fa caldo pantaloncini, polo e ricambio nelle borse.

Quando abbiamo rinunciato alla macchina confesso che mi sentivo un poco a disagio quando raggiunti, che so io, degli amici ad una festa o a una cena ci vedevamo arrivare in bici. Gli sguardi o qualche ingenua domanda mi facevano sentire nudo e sfigato, come se andare in bici fosse il naturale ripiego di una vita striminzita. Con il tempo e viste soprattutto le fragilità di chi s’affossa con scelte di vita dispendiose e insostenibili oggi ne vado orgoglioso e la scelta di andare a piedi e in bici (poche volte i mezzi pubblici, ancor meno il Car Sharing) oltre che piacevole e salutare è uno dei modi concreti per smetterla con tutta la follia che ha preso quasi tutti. E mi legittima quando un “radical-chic”, un tipetto qualsiasi alternativo con sciarpetta, un barbuto incazzoso e antagonista, si presentano chiedo con sfrontatezza: “patente & libretto”. Per capire da che pulpito vengono certi discorsi. Detto questo i vantaggi e la necessità di invertire rotta, operando la famosa “ri/conversione ecologica” non sono pochi e tutti dimostrabili (ovviamente mi sono premurato di verificare le cose che sostengo). Infatti essendo un “umano vecchia maniera” preferisco predicare bene e razzolare meglio. Ad esempio:

La bicicletta è ecologica: non vi è consumo di ossigeno, nessun gas di scarico, nessun rumore, ma risparmio di energia e di spazio occupato. Un’auto che percorre 500 km brucia invece quasi 100.000 litri di ossigeno – il fabbisogno annuo di un adulto.

La bicicletta fa bene alla salute: studi dimostrano che andare in bicicletta tutti i giorni aiuta a prevenire l’infarto, l’ipertensione, l’obesità, l’astenia muscolare e i disturbi del sonno.

La bicicletta è risparmio: la bicicletta è facile da usare e la manutenzione è semplice ed economica; usando una bicicletta al posto di un’auto si risparmiano circa 2000 € all’anno e percorrendo la stessa distanza, un ciclista consuma 200 volte meno energia rispetto all’auto e cinque volte meno energia persino rispetto ad un pedone. Con 500 calorie – che corrispondono a 100 grammi di zucchero oppure 55 grammi di grasso o di benzina – un ciclista pedala per ben 37 km. Con la stessa quantità di energia un escursionista percorre 14 km e un fondista 7. Invece, con 55 grammi di benzina il motore di un’auto di media cilindrata si spegne già dopo 700 m circa.

La bicicletta non costa molto alla collettività: la realizzazione e la manutenzione di piste ciclabili richiedono costi minimi. La bicicletta è economicamente alla portata di tutti.

Andare in bicicletta è stimolante: permette un contatto diretto con le persone, le località, i paesaggi, i suoni e gli elementi naturali.

La bicicletta è veloce: per i percorsi urbani fino a 6 chilometri di distanza, la bicicletta è più veloce dell’automobile. Lo dimostrano i grafici sotto. E’ calcolato anche il tempo necessario per uscire da casa e per parcheggiare. Tra l’altro un’applicazione dimostrata di quanto sostenuto si può vedere nel grafico riportato relativo al trofeo tartaruga del 2006 organizzato da Legambiente (qui i dettagli).

La bicicletta non è pericolosa per gli altri utenti della strada: una percentuale bassissima degli incidenti registrati dalla Polizia Municipale negli ultimi anni (1998-2001) riguarda collisioni di bici con pedoni.

Poco spazio occupato: un solo parcheggio per auto con accesso necessita di 25 metri quadrati di terreno; una persona ha bisogno mediamente di 30 metri quadrati per lavorare e di 50 per abitare; ma per circolare gliene occorrono ben 140. Se invece dell’auto si prende in considerazione la bici, si giunge ad un rapporto di 1 a 10 cioè occorre, per circolare, uno spazio 10 volte inferiore a quello richiesto da un’auto. Nel posteggio di un’auto possono essere collocate 10 biciclette.

Gli svantaggi e le scomodità nell’imbarcarsi in simile scelta dipende ovviamente dall’indifferenza delle amministrazioni comunali che si lavano la coscienza con piste ciclabili ridotte; dalla maleducazione e aggressività della specie automobilista; dal dissesto delle strade per cui l’uunicacontroindicazione è un mal di schiena dovuto a sobbalzi continui. Altra grossa scomodità sono i disservizi per spostarsi in treno con la bici: ganci da macellaio dove appendere le nostre amate (immaginatevi se avete con voi le borse), l’unica via del sottopassaggio da un binario all’altro…e mi fermo qui. Anche perché pedalare supera in bellezza e piacere queste stupidità.

Ma essendo io un animale politico, di tendenze protestatarie e propositive nonché libertarie non potevo rimanere indifferente a Critical Mass. E Firenze come in altre città dispone del suo appuntamento d’invasione pacifica nel traffico e per le strade. Peccato solo essermi deciso tardi, visto che qualche giorno fa si è tenuto la –a quanto pare- famosa “ciemmona” a Roma. In breve si tratta di un raduno di “massa” in modo da pedalare invadendo in tanti corsie e strade, bloccando così il traffico automobilistico. E pensare che molti anni fa c’era chi mi prendeva in giro quando ‘ste cose le facevo da pedone solitario, indisponendo chi mi stava vicino: la verità è che sono “un’avanguardista” J.

Comunque: per una città più bella, con meno macchine, a dimensione umana, rispettosa di pedoni e ciclisti, con servizi pubblici comodi e funzionali, quartieri dove è piacevole camminare e vivere, con i bambini che possano giocare per strada. Mi sembra un programma minimo, importante, vitale, concreto, ideale: un’utopia concreta!

i “soliti” materiali:

qui puoi scaricare il manuale di sopravvivenza urbano del ciclista urbano;

qui è possibile vedere un bel documentario su Critical Mass e la mobilità sostenibile (55’ min. circa);

qui la storia e le notizie su Critical Mass;

qui Critical Mass;

qui CM ITA;

qui le foto della Ciemmona 2008 a Roma;

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