
È chiaro che non riesco a tenere il diario settimana per settimana. Tanto vale chiamarlo diario e basta.
Dall’ultima volta a oggi ci sono state molte cose e curiosamente tutte accomunate dal piacere di ritrovarci con i nostri numerosi amici e in preziose tavolate più o meno all’aperto.
Quindi abbiamo messo il naso fuori casa qualche domenica fa per uno stupendo pomeriggio in giardino tra salumi, insalate di farro, bambini, Chianti, Fela Kuti (era il piacevole sottofondo) e poi dolci, dolci e dolci. Abbiamo ritrovato carissimi amici e neo mamme oltre che prossimi genitori adottivi. Al tramonto ce ne siamo andati tra gli abbracci, il caldo del tramonto, testa cuore e pancia decisamente sazi. (ascolta la musica mentre leggi: Moby)
i convivi. Deve essere la primavera infatti una delle amiche più care e vicine (anche di casa) ha messo al mondo una bellissima bambina e l’hanno raggiunta parenti dalla Colombia e dalla Germania, così l’altra sera mi sono prodigato a preparare una tipica cena italiana fettuccine, carne arrosto, sformato) per tutti e ci siamo arresi quando vinti dalla stanchezza ci siamo abbracciati per i saluti con la promessa di rivederci. Ieri bisognava in qualche modo festeggiare in modo ufficiale questo nuovo arrivo e quindi ci siamo radunati in una bella casa contadina con un immenso e bellissimo giardino. Ci siamo rimpinzati con calma e a lungo: chiacchierando e il sottoscritto ha volontariamente consumato tutte le energie a 1,2,3 stella, acchiapperella e nascondino con furie scatenate e dalle gambe corte. Abbiamo rivisto amici e conoscenti con cui ci frequentiamo meno e questa cerchia affettuosa e incredibile è un autentico miscuglio: entusiasti brasiliani, colombiani e silenziosi argentini; tunisini e garbati marocchini, splendide iraniane e per stare dalle nostre parti: pugliesi, trentini, romani…una volta si cantava “nostra patria è il mondo intero”.
i simposi. Del gas vi ho raccontato e questa sera ci tocca ritirare verdura e frutta; vi ho raccontato della pipinara del cambio di stagione. Ma la situazione va evolvendosi e si fa “pericolosa”: Eva K. pensa che dovremo autoprodurci i detersivi, almeno quelli per la casa; in me rinasce fortissima la tentazione di andarcene in campagna al prossimo cambio casa. La scorsa settimana altro genere di simposi altrettanto caserecci, mangerecci, tranquilli e sprem meningi. C’era infatti l’incontro annuale che la rivista fa allargando ad amici e collaboratori. Siamo andati Eva K. e io e a differenza di altri anni quest’anno il tema preciso che abbiamo discusso è stato “il ’68 e oltre”, quindi con l’occhio rivolto a oggi e domani. Discussione molto interessante, qualche tono acceso e chiacchiere da grappino fino a tardi. In piena collina con i cellulari che non prendevano. Stupendo.
il sole che riderà. Siamo stati a Terra Futura e anche quest’anno (è successo a tutte le edizioni) non sono riuscito a seguire un convegno, seminario, riunione, incontro che sia stato uno: un po’ sono stato con gli amici della Fondazione Langer con cui mi sono fatto un sacco di risate e gettate basi più solide per collaborare su uno dei progetti dell’associazione e un po’ –indovinate- sono stato risucchiato dal giro per stand dalla mia woodstock: sempre più riccetta e sempre più luminosa. Io gioco a brontolare divertito, ma lo ammetto, godo nel girare tra stand e bancarelle, consigliarla e scegliere. E per quest’anno si è optato per un paio di bellissimi sandali in cuoio non animale della Bioworld Shoes. Come al solito abbiamo collezionato una serie di bigliettini per future forniture, possibili interviste, scelte da prendere in considerazione (come quella offerta da 220.it). Comunque ricavo l’impressione che i Partiti per un po’ –quelli di sinistra- possiamo lasciarli cuocere e intanto operare nella società, come tanti fanno e come è testimoniato qui e altrove. Una curiosità: c’era uno stand assolutamente (posso dirlo?) kitsch di un’associazione: Figli in Famiglia – onlus allestito con un enorme statua di padre Pio steso dentro una teca e varie statue di Karol Woytila intorno che pendevano minacciosamente nei pochi che si avventuravano a guardare (per carità non li conosco e le attività non sono così disdicevoli).
treni per lettori e taciturni. Qualche anno fa uscì un libro bellissimo di una donna che adoravo: Grazia Cherchi; si intitolava: scompartimento per lettori e taciturni. I treni sono infestati di gente che non ha niente da dirsi al cellulare eppure continua a parlare disturbando chi –come me- non vede l’ora di affondare nella lettura tra uno spostamento e l’altro, con il paesaggio dal finestrino come sfondo. Chiacchierano chiacchierano, mamma mia! In Francia la società ferroviaria ha lanciato vagoni dove non si può utilizzare il cellulare. Chissà un giorno arriveremo ad abolirli del tutto come i vagono per fumatori.
dire, fare, baciare. Va bene, d’accordo, ok. Non è il mio governo, però non riesco a non notare la spaventosa differenza con i primi giorni di insediamento prodiano: lì la confusione, il carosello delle dichiarazioni, i distinguo; qui tre o quattro cose decise, magari piccole, magari inutili però chiare e di impatto (decreto immigrazione; detassazione straordinari; mutui; munnezza). In breve: su Napoli staremo a vedere anche se il Consiglio dei Ministri tenuto lì invece che a Roma, bè…i segni contano pure quelli; su l’immigrazione odiose norme (alcune recepite da Amato) però quello che hanno detto fanno. Un punto però: non è tanto sbagliato recquisire/sequestrare le case a chi affitta in nero. Se rendessero certa la pena e più leggero l’iter processuale. Il resto è da battaglia culturale, magari dura, ma di cui non si vede traccia. Temo che il PD sia allo sbando senza ammetterlo. Brunetta tira fuori proposte intelligenti e sarò sincero: sono lontano dalla sua cultura politica eppure quest’uomo piccolo, beffardo e sicuro di sé, talassemico mi è simpatico per quell’antipatia così viscerale e immatura. Ce la mette tutta e lo apprezzo, poi magari lo contesto pure. Però ditemi se non è una cosa che potevamo fare noi senza tanti giri di parole quella di mettere in rete stipendi e ore di assenza dei suoi collaboratori per arrivare a tutta la Pubblica Ammnistrazione. Sempre meglio che sentire le dichiarazioni a raffica del Pecoraro.
Concludo su queste cose riportando parte dell’articolo di Ricolfi (che a me è antipatico da morire) da La Stampa di vari giorni fa. Di Luca Ricolfi: “La frattura sociale fondamentale, come aveva intuito già trent’anni fa Asor Rosa, non è tanto fra alto e basso, ma essenzialmente fra garantiti e non garantiti. Chi è dentro la società delle garanzie guarda al Pd, chi nuota nella società del rischio guarda al Pdl. Questa non è una novità assoluta, perché in parte era già così nel 2001, ma oggi la frattura fra queste due Italie si è fatta particolarmente profonda. Gli autonomi hanno sempre votato a destra, e sono ormai molti anni che i laureati guardano a sinistra. Ma solo oggi è così netta la sfiducia dei ceti deboli nella sinistra: chi ha già un salvagente di qualche tipo (reddito sicuro, famiglia che mantiene agli studi) si aggrappa al Pd, chi è esposto alle intemperie del mercato spera che la nave governativa gli lanci una cima di salvataggio. Né si può dire che il calcolo sia del tutto infondato: in questi anni la sinistra e i sindacati hanno sempre preferito usare le risorse pubbliche per aumentare le garanzie dei già garantiti (contratto degli statali, controriforma delle pensioni), mentre hanno condotto una vera e propria guerra ai danni dei non garantiti (più adempimenti, più tasse, mancato completamento della legge Biagi). Per non parlare del tema della sicurezza, dove la sinistra incredibilmente non ha capito che i veri deboli sono i cittadini comuni e non i delinquenti, e che il buonismo non è apertura al diverso ma indulgenza verso il prepotente”.
letture. EvaK e io stiamo leggendo il bellissimo libro di Anna Bravo sul ’68. “il sottotitolo “storie del sessantotto” inganna, perché è una dotta riflessione sui simboli, i significati; ripensamenti e rivalutazioni; abbandoni e riconsiderazioni. Bello. Intenso erivelatore per ora i due capitoli dedicati al femminismo e all’amore. Ma va finito e chissà le sorprese.
libera Cannes. Per dire. i soliti soloni: cinici e appanzati dicono e non perdono occasione per dire e ribadire che il cinema italiano è morto. Purtroppo a parlare così sono quelli che girano, producono, vedono, pubblicizzano puzzette con Fabio Volo; film cene & tinello; ritriti film di denuncia grondanti retorica e dietrologia. Qualche nome? Salvatores, Avati, Moretti, i d’Alatri-style; i sopravvalutati Bellocchio-Scola (spompato e da pensione); Moccia. In silenzio e con molta serietà a passione invece Sorrentino, Garrone e aggiungerei Munzi (vedemmo Saimir ed era bellissimo) raccontano quello che altri non riescono a fare se non in termini santoreschi. Ma ci tornerò con più calma in post dedicato.
oroscopo di Rob Brezsny (dda Internazionale).
Eva Kant alias woodstock
Il guerrilla gardening (giardinaggio d’assalto) mi piace molto, perché in fondo non danneggia nessuno. Le persone che aderiscono a questo movimento sono attivisti della fertilità che, in pieno giorno, s’impossessano dei terreni incolti delle aree urbane per farci crescere fiori, piante aromatiche e ortaggi. Ti consiglio, Leone, di sperimentare qualcosa di metaforicamente simile nelle prossime settimane. Senza chiedere permessi o aspettarti in cambio dei riconoscimenti, coltiva qualcosa di bello e prezioso in un posto abbandonato o in rovina.
ubik
Nel 1991, mentre era in corso la prima guerra in Iraq, ho fatto una profezia: un giorno a Baghdad sarebbe nato un parco giochi Disneyland. La mia era una battuta ironica sull’imperialismo statunitense, ma 17 anni dopo la mia previsione si sta realizzando. La società statunitense che ha costruito il primo Disneyland ha annunciato il progetto di un nuovo zoo e parco divertimenti nella capitale irachena. Se gli operai sopravvivranno alle bombe e al fuoco dei cecchini, il primo settore sarà inaugurato quest’anno. Non condivido l’idea di costruire un monumento al divertimento in una zona di guerra, ma questa notizia è una metafora ottima di quello che dovresti fare per la tua vita personale. Non sei ancora in grado di mettere fine a un conflitto che dura da tempo, ma cerca d’introdurre lo spirito del gioco nelle tue azioni.
proposta link:




26 Maggio 2008 alle 10:31 am |
Sapone fatto in casa.
Mia madre lo fa ancora, è una ricetta tramandata da bocca di mamma ad orecchio di figlia; mi ricordo che quando la chiedevo a mia nonna i pesi e le misure erano sempre “quello che piglia” (il fatidico q.b. di tutte le ricette di questo mondo) e poi c’era un’ingrediente arcano che mi ricordava il druido di Asterix: la potrassa!
N.B.
Il sapone è eccezionale!!
26 Maggio 2008 alle 10:52 am |
Io ho comprato una scatola di lisciva e vedere come va. anche se un libro riporta che alla lunga forma patina nel cestello cella lavatrice e credo sui vestiti. Boh!!! Aridatece le nonne, quelle vere!
26 Maggio 2008 alle 3:33 pm |
La lisciva in lavatrice…uhm.
Comunque il sapone della nonna, che adesso è diventato della mamma, è un sapone solido tipo il marsiglia fatto con olio di oliva; è un ottimo sbiancante e si può usare grattato in lavatrice.
27 Maggio 2008 alle 3:45 pm |
@ già lo usiamo, ma EvaK ha preso il treno e la seguo. Vediamo. Magari ritorniamo a più miti scelte e consigli
27 Maggio 2008 alle 5:57 pm |
A giugno/luglio vi vengo a trovare ed invece di portarvi l’oltrepo pavese, vi porterò il sapone (non nel senso che nun ve lavate, intesi).
28 Maggio 2008 alle 8:21 am |
@Roberto: ok, portaci il sapone della mamma, e la ricetta! la mamma è sempre la mamma! la mamma è una sola (o una sòla?) (parlo della mia, non mi permetterei mai di offendere le mamme altrui!)
28 Maggio 2008 alle 7:11 pm |
la ricetta? eheheheh
Vabbe’, tu intanto scopri cos’è la potrassa. ;)
Ciaoooo
29 Maggio 2008 alle 8:00 am |
@Roberto: la potrassa è tipo l’anacoluto (lo vedevi Fantozzi?)
29 Maggio 2008 alle 8:17 am |
“Anche l’olio ormai troppo vecchio veniva recuperato, utilizzandolo nella preparazione del sapone fatto in casa, insieme alla “potrassa” (soda caustica), pece greca, grasso animale e sale”
dal sito: http://www.scandriglia.net
eh?
se mi dai la ricetta, quando verrete a Firenze, vi porto in una pizzeria sotto casa (ogni riferimento è puramente casuale!)
buona giornata!
29 Maggio 2008 alle 10:31 am |
Scandriglia.net!
Per forza.
La ricetta me la farò dare al più presto, comunque sappi che l’ingrediente base è l’olio d’oliva, noi usiamo quello vecchio che praticamente corrisponde a quello che trovi come nuovo sugli scaffali dei supermercati :(.
Il problema è che bisogna avere un po’ di spazio, la vedo dura in un appartamento cittadino.
30 Maggio 2008 alle 7:03 am |
@Roberto: grazie mille! hai preso sul serio la mia richiesta, ma credo che non arriverò al punto di farmi i detersivi da sola
buona giornata
(vi porterò comunque in una pizzeria vicina!!)
2 Giugno 2008 alle 7:28 pm |
Sono stato dalla mamma e ho chiesto informalmente la ricetta. Bene, oltre ad essere arcani gli ingredienti, sono arcane anche le unità di misura, risalenti allo Stato della Chiesa: 1 “bocale” di olio oppure 3/4 di “bocale” di grasso animale!!!
2 Giugno 2008 alle 10:10 pm |
ahò. E mò basta!
Roberto, ma il caldo è arrivato dalle vostre parti? Qui si frigge. Ci sentiamo in questi giorni per vedere se c’è la possibilità di vederci…
Confermo che c’è una pizzeria sotto casa niente male. Invitato?
3 Giugno 2008 alle 9:29 am |
Certo bello! scarico la famigliola in Sardegna a metà giugno.
Il caldo qui non è arrivato, ma l’afa vostra è unica, quindi…