
GAS[piterina]. siamo diventati dei “gasisti” e non poteva essere altrimenti, complici certe sane abitudini, strani comportamenti etici, sensibilità spiccata e tanta tanta (ma tanta) voglia di separarsi da un mondo senza senso che in fondo predica male e frega peggio. Decisivi sono stati Report (qui la bellissima puntata dedicata al cibo, il biologico, la distribuzione, i GAS) e la lettura qualche mese fa di una vita ridotta all’osso di Leo Hickman (bravo e simpatico giornalista del Guardian, qui il suo blog), aggiungerei poi il mitico Walden di Thoreau. Insomma ci siamo decisi e abbiamo iniziato a cercarci il G.A.S. più vicino a noi. E da meno di un mese andiamo alle riunioni nonché la spesa. È fantastico perché il nostro gruppo è molto informale, vivace, concreto, eterogeneo.

perché. il GAS ci offre la possibilità di mettere in pratica alcune cose come il fatto di poter ridurre i consumi, fare attenzione agli acquisti, bandire l’acquisto inutile (che vale solo per i regali), privilegiare il semplice e il sano, eliminare per quanto possibile gli imballaggi inutili, ridurre i rifiuti e riciclare. Mangiare bene e sano senza spendere troppo. Tutte cose che da bambini erano comuni e che da adulti vediamo sparite e terribilmente cambiate. In questo modo si risparmia, ci si riunisce, si discute, ci si aiuta. È anche un modo per affrontare la difficile situazione economica: i GAS restituiscono il potere d’acquisto perduto, grazie a progetti che controllano tutto, dalla produzione alla distribuzione.

senza nome e con molta fantasia. Il nostro gruppo è talmente informale da non avere neanche un nome. Però oltre che dell’acquisto di prodotti, c’è anche il desiderio di occuparsi del vivere cittadino e la cosa che ci rende simpatico questo gruppo è la voglia di ricreare relazioni per cosi’ dire “di vicinato”, che sono, al giorno d’oggi, piuttosto difficili in citta’. In tutto siamo una quindicina di persone e ci si divide equamente incombenze e responsabilita’, senza fretta, rispettando i tempi e gli impegni di tutti. In genere, ogni persona del gruppo si occupa, da sola o con altri, dell’approvvigionamento di un gruppo di prodotti. Verranno organizzate visite alle aziende e ai produttori, o per una cena o festa….woodstock e il sottoscritto non vediamo l’ora di partecipare a certe domeniche dove si faranno insieme conserve o marmellate. Non esiste un quantitativo minimo per gli ordini: anche chi ha consumi esigui o non continuativi puo’ partecipare. Con molta onestà i nuovi amici ammettono che nessuno riesce a comprare tutto quello che gli serve attraverso il GAS. Sicuramente, nel corso degli anni, sono riusciti a modificare in meglio alcune abitudini alimentari e di vita. Si spende piu’ o meno lo stesso che a far la spesa nel modo tradizionale, ma la roba e’ molto piu’ buona!

riunioni. Informali appunto e l’altra sera mi sono divertito un sacco perché il gruppo si adopera con un piccolo riciclaggio di oggetti, vestiti ecc. libri usati, per evitare lo spreco, così l’altra sera all’ordine del giorno c’era uno scambio per chi avesse fatto il cambio di stagione; dalle mie parti si dice una “pipinara”: tutte le donne (noi maschietti siamo pochi in verità) a provarsi vestiti, inventarsi camerini, consigliarsi: posso dirlo? Bellissimo, noi non siamo capaci di altrettanta leggera noncuranza.

spesa a pedali. Da buon ansioso la mia preoccupazione all’inizio era che la spesa tipo per una famiglia fosse coperta altrimenti pensavo non valeva la pena per due formaggetti e un salame dorato. Fortunatamente sono stato smentito. Frutta e verdura ad esempio la prendiamo il lunedì alle 8 di sera. Arriva un furgoncino con le cassette già divise per nome e a secondo del prezzo. Noi arriviamo in bici, carichiamo le borse, salutiamo e le cose oltre a durare più a lungo sono anche molto buone. Il resto lo andremo a sperimentare di volta in volta, come ad esempio la carne che un’azienda del Mugello macella ogni mese e mezzo. Insomma si tratta di razionalizzare piuttosto che di comprare a raffica. Bello, no?

ce l’ho, mi manca? Per il parmigiano, burro, salame: azienda Montagnana, appennino di Parma; passata: azienda San Francesco di Grosseto; frutta e verdura da un’azienda di S. Vincenzo; agnello, capretto, coniglio, pollo, formaggi dal Mugello; agrumi, capperi, mandorle, cassate, tonno… siciliani: la talpa (una volta al mese); carne bovina fattoria: “il palazzo” Firenzuola ; riso biologico: cascine Orsine, Pavia; marmellate e succhi biologici: passo muraglione. Sono pure disponibili miele, olio, detersivi a basso impatto ambientale, bambini a cavallo, carta igienica che per ora faremo a meno.

si può fare. ovviamente chiunque può organizzarsi, infatti esistono centinaia di GAS in tutta Italia e basta mettersi insieme (minimo di 5-6, massimo di 40-50 persone) e cominciare a cercare nel proprio territorio i produttori, cercando di creare reti e percorsi più corti possibili. Ci si rivolge ai piccoli produttori che sono vicini, per evitare lo spreco di carburante e le spese eccessive di trasporto, ma anche per poter verificare di persona i metodi di lavoro. È la logica opposta a quella delle grandi catene di distribuzione (su molti aspetti che già sapete). Le parole d’ordine sono solidarietà e semplicità. Rispetto nei confronti della terra, rispetto nei confronti dell’uomo e dei modi di produzione, che devono essere tassativamente etici. In questo semplice portale trovate tutte le informazioni e l’occorrente (compresi alcuni software di gestione).

futuro. viste le attuali bollette, sono in cantiere contatti con società operanti nel campo dell’elettricità disponibili ad accogliere richieste e suggerimenti: poter contare su forniture di energia esclusivamente verde e certificata e a basso costo è una delle priorità della rete.




24 Maggio 2008 alle 2:07 pm |
Che bella iniziativa!
Peccato che noi da qui non possiamo parteciapre. Non so se qui esistano organizzazioni analoghe.
Buona fine di settimana
24 Maggio 2008 alle 10:37 pm |
sta cosa della pipinara mi ricorda tanto mio nonno a Santa Marinella , questo termine lo usava spesso.
Grazie per la reminescenza
A presto
26 Maggio 2008 alle 7:04 am |
@gianlu:
da pischelli andavamo (noi di Civitavecchia) a Santa Marinella per il “rimorchio” delle romane…ovviamente eravamo quelli fuori gioco! E il corso era una vera pipinara.
@dioniso:
lo pensiamo anche noi e in questi giorni ci è partito il treno crucco-ecologista. EvaK. alias woodstock ha intenzione di prodursi detersivi in proprio. E io sono rimasto “affascinato” e “sintonico” con il movimento Uomini Casalinghi incontrati a Terra Futura
26 Maggio 2008 alle 9:12 am |
Sto prendendo contatti con due GAS che operano a Roma, più o meno,, nella mia zona.
Ieri sono stato a pranzo nella trattoria del CSA La Torre, che ospita uno di questi GAS e dove ho mangiato degli ottimi piatti a base di alimenti bio. L’altro si trova presso il Laboratorio Soc. Autogestito 100celle (ex Casale Falchetti), anche qui è presente una ottimo punto ristoro. Li consiglio a tutti i lettori del blog di Roma.
26 Maggio 2008 alle 10:15 am |
E bravo ziomassimo.
Come tu sai dopo averli molto frequentati sono un poco allergico ai Centri Sociali. Però mi piacerebbe sapere da te se operano con aziende veramente bio e con standard alti di qualità ed etica, qualche breve esperienza con loro mi ha lasciato perplesso su continuità, praticità e trascuratezza. Davvero sono curioso e perplesso allo stesso tempo. Magari faccio un giro in rete per farmi un’idea.
Una pregunta: secondo te quanti GAS ci saranno a Roma? Perchè molto gioca anche la vicinanza di dove abiti e dove si riuniscono e ritirano la spesa.
in ultimo: EvaK in questi giorni mi sta facendo torcere dal ridere perchè è convinta che fra poco saranno talmente di moda che diventeranno chic e vedremo il domestico che si presenta alle riunioni per conto dei signori. Finirà così :-)
E poi fa la parodia di Ariel: “ggiuvedì senior”, “ho ritirato la verdura senior e nel frigorifero i baracozzi nel frigorifero se movevano senior : erano bio-dinamici senior”…
26 Maggio 2008 alle 12:28 pm |
Effettivamente condivido anche io le stesse tue perplessità e in parte anche le tue “allergie”, quindi mi informerò per benino e ti farò sapere.
Ti devo confessare che anche il timore di evakant mi trova d’accordo, mi rendo conto che questa dei GAS, sta diventando una vera tendenza…radical-chic!
…ggiuvidì seniò|
:-))
27 Maggio 2008 alle 3:46 pm |
ggiuvidì