
Sono passate ben 3 settimane dall’ultimo diario e il motivo è che nel mezzo ci sono stati: impegni, lavoro, muratori e idraulici, piogge, corsi adozione, le elezioni, tanta tanta stanchezza, calcinacci, troppi panini, poche verdure, ancora senza gas, barbe di 3 giorni, una bellissima serata tanto attesa, notti alle stazioni e notti insonni, levatacce, pranzetti domenicali, silenzi e accucciamenti sul divano, parole, analisi, partecipazione…
Insomma c’è stato di tutto. Praticamente sono due mesi che la mia arte è quella dei lavori in casa, con grossa sospensione di alcune mie attività che pure continuano a minacciarmi e a incombere. Ma parlare dei nostri disagi abitativi significa parlare dei disastri di questo paese (per il gas ad esempio via via siamo venuti a conoscenza di numeri di contatore mal ricopiati, informazioni mancanti, con il felice risultato che ancora oggi stiamo senza gas e non sappiamo neanche dove andare a sfasciare quale vetrina), ma mi sono stancato. Ad ogni piè sospinto si finisce solo per raccontare di questo.
Ogni tanto, er dire, mi sveglio spaventato perché mi sogno che la cucina si è smontata oppure come un demone nei sogni mi appare l’idraulico deficiente che ci è toccato in sorte…
Quindi basta sappiate che nonostante tutto va bene e che ci difendiamo come meglio possiamo. Con le buone letture ad esempio: Eva K. ha finito di leggere “l’eleganza del riccio” e mi dice che devo leggerlo, nel frattempo gli ho scippato “Coco Chanel” appena l’ha finito e sull’onda ecologista che non ci abbandona lei ha ripreso in mano “una vita ridotta all’osso” di Leo Hickman, visto che cambieremo alcune cose del nostro stile di vita (ne daremo conto); da parte mia mi sono dato da fare recuperando la lettura dei numeri arretrati di Una Città e concludendo “Contro Giuliano” che l’ho trovato molto interessante e ricco di spunti.
Un altro modo di difenderci rimane il cibo, sia che siamo noi a prepararlo sia che –come qualche sera fa- vieni invitato in modo galante e romantico (indovinate da chi? Esatto proprio lei) nella “Valle dei Cedri” di alcuni simpatici ed eleganti libanesi che vivono qui a Firenze. Una delle serate migliori in assoluto. Loro li conoscevamo di vista perché facevano un kebab libanese ottimo a S.M. Novella e la loro bravura doveva trovare sfogo naturalmente in un ristorante di ottima cucina, curato fin nei minimi dettagli, premurosi e raffinati, eleganti e discreti. Se passerete di qui state tranquilli che sacrificheremmo volentieri una fiorentina per questa tappa. Inoltre vista la passione per “Lady in the Water” woodstock la dolce me lo ha regalato, aumentando così la lista di quei film che organizzano le mie forze e tonificano lo spirito quando si trascina stanco e provato.
Non solo fatiche e dolori, piaghe e tristezza, ma anche sommessa tranquillità come l’arrivo delle prime piante nella nostra casa, compreso un giovane limone; per gli incontri su l’adozione (ne scriverò in uno specifico post); molta voglia di rubare tempo al lavoro per starsene insieme.
Con questo (non) è tutto, ma abbastanza



