ritorna il promemoria dei film che vorrei vedere e quelli che preferisco evitare, il tutto secondo personali, idiosincrasiache, motivate e imbattibili ragioni. Il supporto –al solito dalle brevi schede del ViviMilano di Pezzotta e Mazzarella, con piccole postille personali.
VEDERE
Uno dei film che non voglio perdere. Sono quelle piccole e nascoste chicche umaniste e lievi. La cosa curiosa è che il film è stato “boicottato”, cioè non ha trovato possibilità di essere proiettato nei paesi arabi (in Egitto ad esempio) e nella stessa Israele, nazione del regista.
La banda
di Eran Kolirin. Con Ronit Elkabetz. (90 min.)
Inghippi burocratici confinano una banda musicale della polizia egiziana in una sperduta cittadina israeliana. Favola ottimista di distensione tra due popoli nemici in un clima leggero e surreale. Il messaggio è limpido, per quanto non nuovo; lo stile è essenziale ma c’è, e si vede. E si ride, si sorride, si pensa, ci si commuove pure. (f.m.)
BELLO – PER UTOPISTI
non credo che andrò a vedere questa leggenda, però la scheda intriga e magari qualche famiglia amica nostra sarà invogliato ad andare…
The Water Horse – La leggenda degli abissi
Di Jay Russell. Con Bruce Allpress. (111 min.)
Un uovo trovato da un bimbo su una spiaggia scozzese nasconde un serpente di mare. Variazione per famiglie sul tema del mostro di Loch Ness: non è tempo perduto. Il soggetto viene dall’autore di «Babe – Maialino coraggioso», lo spettacolo c’è, la commozione scatta. Pare facile, ma bisogna saperli fare, film così. (f.m.)
BELLO – PER FAMIGLIE
Più d’uno è convinto che lo stile documentario abbia una marcia in più di questi tempi per raccontare (a patto di sapere cosa raccontare) la realtà e in genere non me ne perdo uno.
Biutiful cauntri
di Esmeralda Calabria, Andrea D’Ambrosio, Peppe Ruggiero. (83 min.)
Per anni in Campania sono scaricati rifiuti tossici, e (quasi) nessuno protestava. Giusto atto d’accusa contro camorra e malgoverno, è stato girato prima del recente sfacelo, e serve a capirlo solo in parte. Il tono apocalittico è da brividi, ma c’è qualche protagonismo e populismo di troppo. (a.p.)
DISCRETO – PER ITALIANI
Non sono d’accordo con la recensione qui sotto e penso che andrò a vedere un gran bel film. Sono pronto a scommettere.
Onora il padre e la madre
di Sidney Lumet. Con Philip Seymour Hoffman, Ethan Hawke
Due fratelli e una rapina in cui va tutto storto. Novità: la gioielleria rapinata è quella dei genitori. Complementi sociologici: uno dei due sniffa coca, ed è cornificato dall’altro. Acre parabola morale di un anziano regista? O banalità noir con flashback alla «Memento»? (a.p.)
DISCRETO – PER CINICI
Eva K. e il sottoscritto stiamo dando la caccia a questo film, che proiettato sotto casa durante la fase dura del trasloco stiamo cercando di recuperare. Hanno detto che il film è fantastico e il montaggio e la scelta dei materiali assolutamente solida e intelligente. Segno dei tempi (e a volte dei deliri) che furono lo sfogo di una ragazza negli anni ’70: «Mi sento una clitoridea che non accetta il rapporto vaginale e mi vedo schiere di vaginali che danno all’uomo tutta la sicurezza possibile »…
Vogliamo anche le rose
di Alina Marazzi. (85 min.)
Dalle «signorine da marito» alle femministe post 1977, un «come eravamo» non solo per donne. Intrecciando abilmente diari e riprese d’epoca con suoni d’oggi, la regista racconta le trasformazioni della morale, la rivoluzione e la sua crisi. Con uno sguardo ironico e indignato, che lascia allo spettatore il confronto col presente. (a.p.)
BELLO – PER CHI LOTTA E RICORDA
NON VEDERE
Cover-Boy
di Carmine Amoroso. Con Luca Lionello. (90 min.)
Un clandestino romeno, un pulitore romano. Come si sopravvive nell’Italia di oggi? Il titolo allude all’inaspettato successo del primo: ma non c’è nulla da ridere in questa opera seconda, con un sottofondo misogino che richiama un po’ Citti. E l’impennata mélo purtroppo non basta. (a.p.)
DISCRETO – PER RESISTENTI
Mimzy – Il segreto dell’universo
di Robert Shaye. Con Chris O’Neill, Timothy Hutton. (90 min.)
Misteriosi giocattoli trovati su una spiaggia donano straordinari poteri a due fratellini. Perché? Fanta-fiaba in scia a E.T. e «Ai confini della realtà», di frusto misticismo cosmico scuola New Age. Serie B con pochi effetti digitali e ancor meno ragioni di visione. E infatti viene proiettato solo in multiplex deserti. (f.m.)
MEDIOCRE – PER NESSUNO
Film che vedrò in TV se piove, perché mi piacciono i caratteristi e Mattioli mi è simpatico quando non gigioneggia.
Questa notte è ancora nostra
di Genovese Miniero. Con Nicolas Vaporidis. (105 min.)
Seduzione Italia/Cina con secondi fini: lui vorrebbe una cantante occhi a mandorla per la band, lei un fidanzato italiano per non fidanzarsi per procura. Come finirà? Il côté socio-qualcosa è esile, ma se di post-Moccia e notti pre-esami si deve morire, qui almeno ritmo, confezione, caratteristi (grande Mattioli) e regia ci sono. (f.m.)
DISCRETO – PER MOLTI
Spiderwick – Le cronache
di Mark Waters. Con Freddie Highmore, David Strathairn. (97 min.)
Tre fratelli, figli di separati, si trasferiscono in una magione di campagna: e aprono la porta di una dimensione fatata. Premesse fiacche, svolgimento conseguente: mostri digitali d’ogni sorta, azione smorta, commozione a tavolino. Non il massimo, dati target e modelli. (f.m.)
DISCRETO – PER RAGAZZI
27 volte in bianco
di Anne Fletcher. Con Katherine Heigl. (110 min.)
Non è una commediaccia tipo «40 anni vergine». La protagonista ama i matrimoni altrui ma non trova l’uomo giusto. La sorella glielo frega. Tra imbarazzanti perfidie femminili e smancerie sopra le righe, il modello è «Bridget Jones», anche se la pubblicità evoca «Il diavolo veste Prada». Magari. Indigeribile ai maschi. (a.p.)
MEDIOCRE – PER NUBILI
Nell’ordine: Ambra, sopravvalutata (sì e no azzecca la sua parte in Saturno Contro). Basta! Saint-Exupèry, non me ne voglia qualche sopravvissuto innamorato di questo aviatore: basta!
La volpe e la bambina
di Luc Jacquet. Con Bertille Noel-Bruneau. (92 min.)
Tenera amicizia fra i boschi: una ragazzina dai capelli rossi e una volpe parimenti fulva. Finale drammatico-pedagogico. Sembra un mix (pedante) per piccoli fra Saint-Exupéry e Disney, ma il discorso che sottende è sul pericolo di ossessività e possessione dei rapporti. Con colpi bassi odiosi, però. E Ambra narratrice è una tortura aggiunta. (f.m.)
MEDIOCRE – PER CHISSA’ CHI
Che urto ‘sta moda alla Srek con rutti, scoregge e finte scorrettezze. Si ritorni alle fiabe classiche!
Cenerentola e gli 007 nani
di Paul Bolger, Yvette Kaplan. (90 min.)
I presunti Bond in miniatura millantati dal titolo italiano insensato arrivano dopo cinquanta minuti e restano sullo schermo assai meno. Al servizio di una rilettura irriverente in brutta animazione digitale di fiabe famose schernite con un gusto alla «Shrek» e risultati da voglio-ma-non-posso. Sopra i 4 anni, tempo sprecato. (f.m.)
MEDIOCRE – PER INFANTI
Cloverfield
di Matt Reeves. Con T.J. Miller. (85 min.)
C’è un che di osceno e di masochista nel modo in cui gli americani rappresentano la distruzione. Stavolta trattasi di mostri a New York, alla Godzilla, ripresi dalla videocamera di un cretino che cerca di documentare tutto. Il realismo è impressionante, gli stereotipi sono vetusti. E non basta l’unhappy end per cambiare le regole. (a.p.)
DISCRETO – PER APOCALITTICI
10000 a.C.
di Roland Emmerich. Con Steven Strait. (105 min.)
Cacciatore di mammuth diventa eroe e salvapopolo: truzzi palestrati contro belve digitali e scene di massa d’altri tempi. «La guerra del fuoco» di Annaud pose una pietra sul genere cavernicolo: ma qui ci si riprova, e il risultato oscilla fra il trash italiano dei Lenzi anni ’80 e una rilettura di «Arrapaho» degli Squallor. (f.m.)
MEDIOCRE – PER PALEOFILI
Mah! Un paio di recensioni che segnalavano alcuni aspetti interessanti mi stavano tentando, però credo che eviterò. Forse in televisione.
Grande grosso e… Verdone di e con Carlo Verdone. (135 min.)Con un titolo-autogol Verdone uno e trino giura che è l’ultimo suo film-sketch a episodi. Speriamo. Perché le sue macchiette storiche aggiornate mirano alto: satira dura, Risi, Monicelli, De Sica e velleità d’apologo: ma la sciatteria della confezione deprime, e non si ride. Mai. (f.m.) MEDIOCRE – PER NOSTALGICI
I padroni della notte di James Gray. Con Joaquin Phoenix. (117 min.)Un figliol prodigo nella New York del 1988. Ha un padre (Robert Duvall) e un fratello (Mark Wahlberg) poliziotti, e metterà la testa a posto, dopo varie tragedie. Comincia con una scena di sesso che vorrebbe essere torrida, finisce con un «amen». Sarà una metafora? Regia magniloquente, tanti luoghi comuni. (a.p.) DISCRETO – PER MORALISTI



