
Sarò onesto. Magdi Allam mi è profondamente antipatico. Dico: fin nel midollo. È più forte di me. Ma trovo patetica quella sua ansia di assimilarsi a tutti i costi e negli aspetti meno curiosi e generosi. Che sarebbe arrivato prima o poi alla conversione era naturale viste le sue posizioni e il suo rifiuto quasi patologico per le sue origini. Questione legittima e che in genere rispetto. Ma in questo caso tengo a freno molte sensazioni e pensieri spiacevoli perché c’è qualcosa di sconcertante e urticante nella sua conversione: più che un moto interiore di spiritualità e scoperta sembra che sia stato un po’ come la scelta dell’arma con la quale combattere. E forse ha equivocato non poco. Ma, si vede, il nostro tiene troppo al suo ego e la sua ansia per essere accettato che alla fine esagera e si confonde. Riguardo il suo battesimo in Vaticano la notte di Pasqua ad opera del papa bisognerà ricordare al nostro che, nientedimeno, Gesù si fece battezzare da Giovanni Battista senza tanti annunci. Inoltre mi colpisce come da parte di una certa elite (Ferrara, Allam, Pera, Socci, Borghese) ci sia l’idea di una Chiesa piegata alle proprie convinzioni e che la vorrebbe esclusiva e soprattutto si compiace di forzare passaggi e riflessioni teologiche verso una convivenza parallela tra i credenti: da una parte i riti sfarzosi e latini, solenni e barocchi, tetri e dorati, impenetrabili che considerano la fede dei semplici, dei modernisti e dei conciliari come “minorata” e poco tollerata. A loro piace così e vorrò tornarci.
Sono sincero, ma la lettera aperta al direttore del Corriere che Allam ha scritto per motivare la sua conversione la considero spaventosa, arrogante (perché pensa da nuovo arrivato di poter fare a meno del Concilio Vaticano) e ottusa nel suo sentire la fede come arma da contrapporre al male assoluto (come ogni fondamentalismo). Inoltre le affermazioni per cui il suo battesimo sarebbe il segno di una nuova fase di evangelizzazione presso gli islamici da parte del papa ha della sfacciataggine. Così come la convinzione secondo cui la radice del male (il male, mica peccatucci) “è insita in un islam che è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale” è quanto meno rivelatrice di una certa foga neofita e un poco ignorantella.
A corredo di questo maldestra riflessione alcuni documenti che correlano e che arricchiscono il discorso:
La lettera aperta al direttore del Corriere della Sera (sconcertante)
una lettera a Magdi Allam di Massimo Ferè di Pax Christi (seppure polverizzato un certo tipo di cattolicesimo resiste)
la recensione che Gad Lerner fece per il libro “Viva Israele” di Magdi Allam, velenosetta, ma puntuale







29 Marzo 2008 alle 8:50 am |
Questa rinnegazione patologica delle proprie radici si manifesta in diversi casi.
Questa vicenda mi riporta un po’ alla memoria quella di un mio amico indiano autore di questo libro.
29 Marzo 2008 alle 2:58 pm |
Ehilà dioniso,
ho letto la trama de libro che tra l’altro più o meno ricordavo, però mica ho capito dov’è la questione del rinnegamento delle radici. Forse ho capito male.
Comunque riguardo il rinnegamento devo dire che nel caso di Allam mi da l’orticaria quando uin televisione compare facendo il primo della classe. Trasuda ansia d’assimilazione da tutti i pori delle cravatte.
Per le radici: uno se non le sente ci fa i conti, ma la traccia rimane. Come le colpe, quindi sono d’accordo con te sulla patologia
29 Marzo 2008 alle 9:41 pm |
solo per segnalarvi la riflessione di vittorio bellavite su
http://www.noisiamochiesa.org/documenti_nsc/il_battesimo
_di_magdi_allam_suscita_disagio_nella_chiesa
l’altra è l’editoriale di internazionale dal titolo “il Papa, bin laden e magdi allam”, ma non è scaricabile
shalom
30 Marzo 2008 alle 1:29 pm |
Grazie andrea per la segnalazione. Ho visitato la pagina che è molto ricca di documenti.
31 Marzo 2008 alle 10:13 am |
ubik,
perfettamente d’accordo con te su tutta la linea!
31 Marzo 2008 alle 10:54 am |
Premesso che sono d’accordo con te. A me, in fondo in fondo, della conversione di M.Allam non me ne frega niente, e mi scuserai la trivialità. Ritengo che se ne sia parlato già troppo e spesso anche a sproposito, mentre invece penso che la questione è una di quelle che dovrebbero rimanere estremamente intime e personali.
31 Marzo 2008 alle 12:40 pm |
ciao Stregazelda.
@ziomasimo: non posso dire che hai ragione, ma tutto quel casino l’ha fatto il nostro amico. Tanta era infoiato che pure il Vaticano alla sua maniera ne ha preso le distanze. E’ Allam che non ne ha fatto qualcosa di intio e privato. Ed è questo che mi ha infastidito. Ciao e buona giornata.