
F1
partiamo dalla fine: questa mattina mi sono gustato le prove di qualificazione di F1, con grande soddisfazione e giubilo domani mi sveglierò per vedermi una partenza tutta rossa: le nostre infatti sono in prima fila.
piccole comunità per grandi cose
Sono giorni che mi sono eclissato per raggiungere un unico scopo: finire i lavori e il trasloco nella nuova casa. Giorni ed esperienza durissima per il sottoscritto ed Eva Kant: fino a qualche giorno fa alternavo lavoro e trasloco, poi è venuto qualche caro amico in soccorso durante lo scorso fine settimana, poi qualche giorno di ferie –ma con il telefono che squillava in continuazione e con varie mail “ansiose” sui progetti di lavoro (associazione e lavoro compreso), riunioni tra colleghi per definire una data situazione al lavoro, alla fine ho rinunciato e ho mandato tutti al diavolo: ho chiuso tutto per un po’ di giorni e mi sono buttato a capofitto nei lavori. Non ne potevo più di continue interruzioni, richieste… eccheca!!! La riccetta nostra (Eva Kant alias woodstock) nel frattempo provvedeva a pane e companatico oltre che ritagliarsi tempo e spazio necessari per affrontare l’ultima tappa della specializzazione con la discussione della tesi. Andata benissimo. Intanto mi raggiungevano i miei adorati genitori che con le loro diverse e capaci abilità rifocillavano i suddetti (ormai ridotti a scatolette di tonno, panini al salame, risotti precotti) con varie paste al forno congelate e arrosti e in più fornendo preziosa e imperdibile (impagabile? Certo) manodopera. Con mio padre capo di tutti i capi dei falegnami ci siamo dedicati a scartavetrare e dipingere porte e finestre visto che lo stato era veramente pietoso, rimbiancare una brutta copertura della canna fumaria, e inoltre trasportare e sballare scatole (un incubo) di pentole, piatti, posate, libri. Inoltre abbiamo smontato e rimontato mobili. Scatole che avevo raccolto diligentemente raccolto nei negozi fidati del quartiere e che poi abbiamo gentilmente rigirato ai nostri amici vicini che traslocavano anche loro. Andranno a vivere a Pistoia. Ci dispiace perchè oltre al sale e alla cipolla scambiavamo cene, discorsi e amicizia. È chiaro che continueremo a frequentarci. Comunque immerso e in graziosa compagnia, la nostra piccola tribù si è difesa egregiamente.

rilassarsi
Alla fine della giornata, distrutto, pieno di calce e vernice una doccia ristabiliva un residuo di energie indispensabili per dedicarmi al passatempo preferito e desiderato in questi giorni: mettere a posto la libreria nel salotto. Un’operazione durata tutta una settimana considerando tutti i film e la musica. Ma riprendere in mano libri che magari erano seppelliti in qualche seconda fila o in qualche scaffale alto mi apriva e mi lanciava in propositi pazzeschi di nuove letture, vecchi ripassi, approfondimenti, rimandi e allacci.


una casa, la casa
Dicevo della sistemazione delle librerie del salotto come momento massimo di rinfrancamento. Certamente la parola suona molto strana quando lo nominiamo, nella vecchia c’era una stanza che chiamavamo lo studiolo ed era un misto tra le due cose. Qui trattasi proprio di salotto. Tra l’altro è una casa che ci piace molto, non solo perché stando all’ultimo piano la nostra vista corre e si perde tra le tegole dei tetti fiorentini, non solo perché spuntano tra questi il campanile di Giotto e S. Maria in Fiore, o il campanile di S. Maria Novella. Non solo per quel piccolo balcone che ci sembra possa ospitare un piccolo eden. Ma perché io ed Eva Kant amiamo in modo spassionato le case di una volta, come questa appunto:
la cucina grande (altro che angolo-cottura) e la nostra è veramente grande; i corridoi che oggi vengono considerati spazio sprecato e appunto il salotto, che una volta era la stanza dove si vedeva la TV e si teneva il servizio buono e le cose migliori (per noi libri, musica e film appunto). I pavimenti in alcune stanze sono poi di un vecchio granito con disegni di greche colorate. Che fate amici e amiche, venite?
Venerdì credo che abbiamo concluso una parte importante: abbiamo messo il filo per stendere e abbiamo trasferito i nostri gatti -ulisse e penelope- dall’appartamento ormai vuoto in questa nuova casa e il nostro gatto più scalmanato sembrava alquanto perplesso. Rimane la parte centrale per tornare alla piena normalità, e cioè il fuoco. Infatti i lavori di ristrutturazione come avrete intuito sono stati fatti, ma alcune cose sono state tralasciate: il contatore ad esempio è fuori legge, infatti è vecchio ed in un vano all’interno di una stanza. Bisognerà fare un’opera muraria sulle scale (in pratica una nicchia che conterrà quello nuovo) e da lì allacciato al gas. Come facciamo nel frattempo? Semplice, forti della nostra incazzatura con l’Amministratore (che amministra?Niente. Appunto) per ora “viviamo” su 2 appartamenti: nel vecchio al piano di
sotto cuciniamo e utilizziamo l’acqua calda, in quello di sopra oltre ad avere freddo ci abitiamo. Altre “rivendicazioni” sono allo studio da parte del collettivo woodstock/ubik. In modo da “far pagare caro, far pagare tutto” il nostro disagio, ma all’Amministratore.
cose idiote
Non avendo avuto molto tempo per leggere o per divagarmi, incontrare, parlare mi limito a degli spunti che comunque osservavo nel mio “eremitaggio”: confermo che le pubblicità sono proprio idiote e non capisco perché vengano prese sul serio da analisti, produttori, etc. etc. A parte l’idiozia celebre per cui improfumarsi equivale più o meno a violentare una donna o che –immagino- possedere una macchina sia un privilegio destinato a pochi visto che tutti guidano in campagna o in situazioni per cui il traffico non esiste; mettiamoci pure tutta la retorica familista e amorale di famiglie bamboccione con padri alla moda e cretini quanto basta, persone felici di avere 40 canali satellitari (per vedere cosa e quando?), notavo come tutta, ma proprio tutta la pubblicità esalti valori che in realtà contribuisce a distruggere (provare per credere): i prodotti naturali sono tutti naturali, il pane anche se confezionato è sempre fresco, mangiato in campagna, in mezzo a tavolate di famiglie che non esistono più, le donne lavorano e hanno successo (hanno letto qualche statistica?), i figli simili a pupazzetti che smorfiano e sorridono…ai creatini però di tutto questo non frega niente. Purtroppo per lavoro ho due esperienze mortificanti a Pitti Bambino e Pitti Uomo: eventi abitati da genti terribilmente cannibaleschi. Vabbè tanto lo sapete quanto me.
Art
Finisco col segnalare che sta per uscire un nuovo lavoro di Art Spiegelmann (Breakdown), l’autore del tragico e molto molto bello MAUS. È uno degli autori di Graphic novel che più ci piace. Leggendo un’intervista su La Stampa di Sylvain Cypel (uno dei pochi quotidiani non proprio brutti secondo me) tratta da Le Monde Spiegelmann rivendica la sua origine nella cultura popolare e afferma senza fare concessioni: «Ho voluto realizzare dei fumetti da leggere con un segnalibro, non seduti alla toilette. Se Claude Lanzman avesse voluto fare un film per il grande pubblico, Shoah durerebbe 80 minuti. Invece dura 9 ore ed è un’opera immensa, senza una sola immagine d’archivio». Questo gli sembra fondamentale. E anche a noi.
promesse
Ho accumulato vari appunti per post successivi, ma sicuramente devo un post a Stregazelda per quanto riguarda il rock di provincia e in particolare Vibrania: chiunque dei miei amici ricordi il nome del pub, i nomi dei gruppi che suonavano e altro mi aiuti via mail perché mi sforzo e non ricordo comunque. Non disperate gente, non disperate. Auguri di Buona Pasqua a tutti e tutte.





22 Marzo 2008 alle 12:53 pm |
Grazie Ubik, vedo che non dimentichi le promesse :-) Tantissimi auguri a te e eva kant per la nuova casa che mi pare molto bella e spaziosa (che bello, avere una cucina grande!!!), cosa che spero accadrà a me tra qualche anno… per ora stiamo in 70 mq in tre ma siamo troppo affezionati alla nostra amata casetta e poco inclini al cambiamento. L’unico cruccio è il non poter invitare più di 2 persone a cena sedute comode, ma ci si può industriare…Tanti tanti auguri!!!
22 Marzo 2008 alle 1:04 pm |
aggiungo a tutto ciò che è stato scritto da Ubik, che finalmente ieri ho fatto una bella spesa per le vacanze di Pasqua e oggi ho ricominciato a cucinare: che spettacolo, è come se fossi rinata! auguri di cuore a tutti
22 Marzo 2008 alle 10:12 pm |
Ciao Stregazelda,
non dimentico, anche perchè sono molto affezionato a quei ricordi “punkettoni “.
Noi siamo riusciti ad ospitare a cena, a dormire non so quante persone e non so in quante situazioni: quando abitavo a Roma in un bilocale mi ricordo di un bel capodanno in non so quante persone tutte nella stessa stanza. Ma industriarsi in creatività mi sembra che appartenga a genìa come la nostra.
Ciao ciao
22 Marzo 2008 alle 10:13 pm |
Quanto dice Eva Kant è verissimo, domani la controprova…
24 Marzo 2008 alle 9:35 am |
a volte si hanno saloni per ricevimenti,ma pieni di amici oppurtunisti ed invidiosi.
allora è meglio star stretti,in pochi mtq,una spaghettata ed un fiasco di vino,amici sinceri,4 risate,che volete di piu’?
25 Marzo 2008 alle 1:06 am |
magari sofisticati che dopo un pò ci si annoia a morte. In pochi metri quadrati non è male anche preparare cibi succulenti (le spaghettate magari per assemblee e informali riunioni di condominio). I fiaschi di vino, quelli impagliati?
25 Marzo 2008 alle 11:50 am |
Ciao marghe, benvenuta! mi piacerebbe visitare il tuo blog, mi dai il linK?
25 Marzo 2008 alle 1:15 pm |
Ma alla fine di questo trasloco bisognerà scrivere qualcosa, un’ode, un poema epico, non so.
“Ma lì m…” un piano, dico un piano dello stesso palazzo, della stessa rampa, uno dei rarissimi traslochi che se piove non ti bagni, che se si rompe qualcosa non è colpa della ditta di facchinaggio ma del padrone, se si smarrisce una scatola è perché magari si è abusato di “Oltrepò pavese” e sei riuscito a tenere in fermento tutto il web: sei un grande! ;)
P.S.
Mi inviti ancora per un finesettimana fiorentino?
26 Marzo 2008 alle 12:13 pm |
A proposito di Oltrepò Pavese. Lo sai che a Natale la ditta mi ha regalato una cassa di vini del medesimo? Che faccio: le bevo o ti aspetto?
Ce n’hai ancora?
Per il trasloco confermo l’odissea e vi darò conto del perchè…quando uno dice l’Italia
26 Marzo 2008 alle 1:54 pm |
L’Oltrepo’ pavese l’ho finito da quando mio cognato ha divorziato (6 anni):
mi arrivava gratis!
27 Marzo 2008 alle 8:07 am |
allora non sono io lo scroccone: io c’ho la nomina e gli altri i fatti