Nella temperie del trasloco e dei lavori di casa stiamo perdendo il sonno, il riposo, le letture e i film in uscita. Tra questi c’è Persepolis grande film animato della medesima graphic-novel di Marjane Satrapi. Ora dovete sapere che siamo (io e woodstock) due grandi appassionati della Satrapi e abbiamo letto qualsiasi cosa ci sia in circolazione: e in particolare rileggiamo volentieri di tanto in tanto Persepolis, Pollo Alle Prugne, Tagli e Cuci. Ora esce il film e nel trambusto fremiamo per andarlo a vedere nella sua versione animata (qui avete un ottimo trailer).
In questo caso mi ricordo di tutte le mie peregrinazioni iraniane iniziate anni e anni fa quando me ne andavo al Tibur insieme alla mia bella per vedere film assolutamente aggraziati, dolorosi e pieni di vita lieve e ricca di poesia figurativa. Vagavamo dal Greenwich all’Intrastevere nei nostri anni romani per non perdere i film di Kiarostami (li ho adorati praticamente tutti: Dov’è la casa del mio amico, E La Vita Continua, e Il Sapore della Ciliegia è uno di quei film che vorrei rivedere) oppure Il Cerchio oppure Il Palloncino Bianco, Pane e Fiore, il bellissimo e commovente Il Silenzio (come vorremo rivederlo). Nessuno snobismo cinefilo, ma sincero amore per la vita al suo estremo più bello e scoperto, quello fragile che fa innamorare delle persone: la semplice e nuda vita che va avanti tra famiglie e amici, piccoli lavori, e case modeste ma calde; che procede con calde lacrime per un amore ferito, per una perdita inconsolabile, oppure la gioia sommessa per un piccolo palloncino o una forma di pane.
Chiaramente si soffre per l’Iran che durante gli anni ’90 ha conosciuto una sua primavera e risveglio, e che ora è ripiombata nell’idiozia criminale del suo presidente. È in questo contesto: nel seguire i fatti e le vicende iraniane, nel fiutare la sua cultura e le sue genti che nasce il nostro amore per Satrapi e non solo. Il film come il racconto che consiglio con tutto il cuore ai miei amici di leggere parla di questo: una ragazzina che cresce sotto la Rivoluzione Iraniana: terribile e sanguinaria; adolescente viene mandata in Europa: tenta il ritorno, rinuncia, ci prova con coraggio…insomma non vi racconto di più chi ne ha voglia legga la storia, veda il film! Concludo che a corredo consiglio (Eva Kant approverebbe con uno squillo di voce) di affiancare la lettura di un libro f-o-r-m-i-d-a-b-i-l-e di Azar Nafisi “Leggere Lolita a Teheran”. C’è tutto: intelligente discorso letterario, le donne che si incontrano e parlano del loro mondo, la tenerezza e il dolore, l’allegria difficile in un paese chiuso e repressivo (altro che la CEI e il Vaticano). Bellissimo oltre misura.


Bellissimo oltre misura e insieme alla Satrapi danno l’idea di un mondo femminile tutto da invidiare e bello bello e ancora bello e che sicuramente e per fortuna non mi manca, vista la dolce presenza. Quindi cari miei, ci sono donne che ammiro e che amo, che cerco e adoro. In giorni difficili, con la pazienza messa a dura prova da banditi o padroni che non hanno rispetto per la vita delle persone, per la pazienza messa a dura prova dal poco rispetto delle fatiche altrui, dai comportamenti mai chiari, ma dilazionatori, per tutto questo e altro per fortuna c’è la capacità in molte persone di saper dare voce e ringrazio di avere orecchi capaci di ascoltare e occhi per guardare e leggere. E però le donne vengono, senza saperlo a salvarci dal mondo e a rilassare il contorno dello sguardo. Invitano a riposarsi e a non tirare. Ti tirano dentro i fili del ragionamento e ingarbugliano i nervi per le azioni complesse e sconclusionate. Se entri in un negozio e andando via senti schioccare dal banco un bel ciao, diventi contento. E seriamente futili si avviano al lavoro, si riavviano i capelli e le osservo appoggiarsi ai muri mentre aspettano l’autobus. Mi piace guardare le loro buste della spesa. in fondo ho sempre avuto un gran numero di amicizie femminili per questo, ma non solo per questo. Anche negli uomini alla fine cosa cerco? La mitezza, il coraggio leale, chiarezza, visioni sobrie, scelte solide. E tanto altro. Certo non è sempre così, non sempre tutto funziona. Ma perché dovrei angustiarmi? Perché pensare ai difetti, a certa cattiveria quando mi vengono in mente due donne così come la Satrapi e la Nafisi? Eva Kant?










12 Marzo 2008 alle 12:33 pm |
anch’io sono un grande amante della satrapi. fatemi sapere com’è il film, perchè se aspetto che esca a casale…
p.s. grazie per il paragone paese chiuso e repressivo e CEI eil vaticano…
12 Marzo 2008 alle 12:44 pm |
Sarai accontentato. Riguardo il paragone, più che un paragone lo chiamerei senso delle proporzioni. Vedi carissimo, sono credente ma non cattolico eppure certe posizioni laiciste mi infastidiscono soprattutto quando al mondo di regimi veramente intolleranti e fondati sulla religione ce ne sono e si spendono poche energie e parole per contrastarli qui in Occidente. Bagnasco e Bertone fanno più comodo come bersaglio, visto che nessuno rischia niente.
13 Marzo 2008 alle 3:56 pm |
complimenti ubik, un bell’elogio del mondo femminile… come donna condivido parola per parola quello che hai scritto, sono orgogliosa di appartenere alla categoria e ti ringrazio!!!
13 Marzo 2008 alle 4:41 pm |
grazie, grazie. invidio il tuo orgoglio e speriamo di essere invidiati per qualcosa noi maschietti