previsioni azzeccate

 

Qualche considerazione su questa campagna elettorale, visto che con gli amici ne discuto con molta passione. Considerazioni che hanno a cuore la parte politica che voterò: il PD. Quindi: sono molto contento di alcune candidature come quella di Pietro Ichino e Umberto Veronesi. Sarei felice se accettasse Riccardi della Comunità di S. Egidio (realtà complessa e non priva di qualche grossolano errore nelle questioni africane). Alcune delle cose messe in campo non mi dispiacciono e mi trovano d’accordo: la difesa della 194 (legge prolife, visto che ha dimezzato gli aborti); aver capito che tanti imprenditori sono lavoratori e che un’azienda che va bene economicamente sicuramente può far dormire sonni più tranquilli ai dipendenti (con buona pace del ‘conflitto di classe’ sentito ieri da Bertinotti a 8e½); aver capito che va fatto un serio investimento sul solare. Mi fermo qui per non allungare un brodo con argomentazioni e analisi che altri sanno fare meglio di me, blogger compresi. Prima di lasciarvi con l’ottimo articolo di Ilvo Diamanti, letto ieri su Repubblica vi faccio le mie previsioni e state certi che se le giocate vincerete un mucchio di soldi. Allora: Ferrara 0.5-1%; Casini e gli altri petali bianchi 6% senza entrare in Senato (i voti persi si distribuiranno tra PdL e PD con una leggera preferenza sul secondo); la Cosa Rossa 6% e non entrerà al Senato; Socialisti 1%; il resto non pervenuto. Sui due grossi protagonisti avversari non so dire. ovviamente tifo PD. Ed eccovi l’analisi:

LE MAPPE.

Per orientare le scelte i temi “etici” contano molto meno di questioni come tutela dei salari e sicurezza

Tra marchi nuovi e antipolitica elettori confusi al supermarket

Risultato scontato? Anche nel 2006 sembrava così ma Berlusconi mancò la vittoria per un soffio.

di Ilvo Diamanti

Su queste basi l’esito della prossima consultazione non può ritenersi scontato. Impossibile dimenticare la lezione di Silvio Berlusconi. Esattamente due anni fa, i sondaggi dei principali istituti demoscopici attribuivano alla Cdl lo stesso svantaggio. Valutavano, per questo, impossibile la rimonta. Berlusconi ha smentito tutti. Le previsioni dei sondaggi e i suoi stessi alleati, che non credevano possibile risalire. In poco più di un mese ha annullato il distacco. Ha perso alla Camera per una manciata di voti, mentre al Senato è stato “tradito” dai collegi esteri.
Oggi, peraltro, la situazione è più incerta e fluida, rispetto a due anni fa. Gli elettori si muovono un po’ confusi. Come consumatori in un mercato che propone prodotti nuovi e diversi. Perché le principali etichette di partito sono pressoché scomparse. Sostituite da altri marchi. In tempi troppo rapidi per non generare disorientamento. Non è facile neppure capire come reagiranno, molti elettori, di fronte all’eclissi – o alla definitiva rimozione – del proprio simbolo di riferimento.
1. Si assiste, comunque, a una forte polarizzazione, che, fin qui, ha premiato i due principali soggetti politici, sorti negli ultimi mesi. Pdl e Pd: insieme aggregano circa tre elettori su quattro. Più della Dc e del Pci, ai tempi della prima Repubblica. Sembra, cioè, che gli elettori si siano abituati a votare in modo “maggioritario”, nonostante la logica proporzionale dell’attuale legge elettorale. Simmetricamente, gli altri partiti, ancora numerosi, si contendono un settore di mercato elettorale molto limitato. E’ interessante, tuttavia, osservare la capacità d’attrazione espressa dai partiti di centro. L’Udc è stimata intorno al 6%. La Rosa bianca all’1%. Riuniti sotto una sola bandiera potrebbero superare la soglia di sbarramento sia alla Camera che al Senato.
Invece, la Sinistra Arcobaleno rivela, per ora, un basso grado di attrazione. D’altronde, l’analisi dei flussi di voto rispetto al 2006, suggerisce che solo il 40% degli elettori dei partiti che hanno dato vita alla “cosa rossa” oggi voterebbero per la Sinistra Arcobaleno. Mentre un terzo di loro si sarebbero già spostati sul Pd. Anche il Pdl, d’altronde, dimostra una notevole capacità di attrazione, che gli permette di guadagnare circa il 4% rispetto al risultato dei partiti fondatori nel 2006. Tutte le altre formazioni raccolgono frazioni di elettori molto esigue. Nessuna pare in grado di arrivare in Parlamento, in assenza di apparentamenti dell’ultimo minuto. Fra le novità, la Lista per la vita, promossa da Giuliano Ferrara, raccoglie pochi decimali.
Il peso assunto dall’Udc, in queste stime elettorali, spinge a destra gli elettori del Pdl. Tanto che il Pd, sull’altro versante, appare più vicino al Centro, e quindi all’Udc. I cui sostenitori, d’altronde, dividono le loro simpatie in modo equilibrato fra i due “oligopolisti” del mercato elettorale. Ciò potrebbe costituire un rischio per l’Udc se, com’è probabile, la campagna elettorale si polarizzasse ulteriormente. Allora, la logica del “voto utile” potrebbe spingere una parte dei suoi elettori verso i partiti più forti. Per questo, la possibilità dell’Udc di consolidare il suo peso elettorale dipende dalla capacità di esprimere “protesta” più che “moderazione”. Intercettando la delusione nei confronti del maggioritario bipolare della seconda Repubblica.
2. L’incertezza di questa fase è confermata dal sostanziale equilibrio dei consensi nei confronti dei due principali leader. Se dovessero scegliere il premier, per elezione diretta, fra Berlusconi e Veltroni, gli elettori si dividerebbero in modo pressoché uguale. Anche così si spiega la convergenza di strategie fra i due “avversari”. All’insegna della personalizzazione e del reciproco riconoscimento. Da un lato, Veltroni conta di sfruttare il proprio appeal personale per bilanciare lo svantaggio prodotto dall’orientamento politico. Dall’altro, Berlusconi è convinto che il vantaggio del Pdl sia sufficiente a garantirgli il successo, mentre sfrutta la propria immagine per coagulare un elettorato, comunque, fluido e composito. Dubitiamo, tuttavia, che il clima della campagna elettorale rimarrà disteso e civile fino al voto. Soprattutto se l’incertezza dell’esito dovesse crescere ulteriormente. Come, d’altronde suggeriscono altri segnali, particolarmente importanti per decifrare l’orientamento degli elettori italiani.
3. Il voto dei cattolici, anzitutto, che negli ultimi anni si era spostato decisamente a centrodestra, oggi appare più equilibrato. Fra i cattolici praticanti, in particolare, si osserva una distribuzione proporzionata al peso dei partiti. Con un sovrappiù per l’Udc. La cui presenza autonoma sul mercato elettorale pare aver “secolarizzato” il Pdl. Mentre le polemiche accese nel Pd, sul tema, fin qui non sembrano aver prodotto particolari effetti. (Anche se, al momento del sondaggio, l’accordo con i Radicali non era ancora stato siglato).
4. D’altronde, i temi “etici” che hanno agitato il dibattito pubblico negli ultimi mesi (in particolare modo l’aborto), comparativamente, in questa campagna elettorale contano molto poco, nella percezione degli elettori. Mentre, tra i cittadini, è massima l’importanza assunta dai problemi economici legati alla vita quotidiana: reddito familiare e costo della vita. Insieme alla sicurezza.
5. C’è, infine, la questione dell’antipolitica. Quel vento ostile verso i partiti e le istituzioni, che ha soffiato impetuoso, negli ultimi mesi. Chi immagina che il clima elettorale abbia inibito quel sentimento si sbaglia. Ne è prova il consenso di cui gode Beppe Grillo, verso il quale esprime fiducia il 55% degli elettori. Lo testimonia, ancora, l’atteggiamento verso i partiti: tutti uguali, secondo tre elettori su quattro. Si tratta di sentimenti trasversali. Diffusi in tutti gli elettorati. In particolare nella base di due partiti: la Lega Nord e l’IdV di Di Pietro. Tuttavia, la sfiducia nei partiti e la simpatia per l’alfiere del V-Day non sembrano alimentare “astensione”: dalla politica e dal voto. Infatti, anche se lamenta che tutti i partiti sono uguali, gran parte degli elettori si schiera: sceglie un partito. Ciò conferma che l’antipolitica costituisce, per molti versi, un sentimento “politico”. E’ un modo per incalzare i partiti. Per spingerli a rinnovarsi. A moralizzare i comportamenti.
Questo Atlante politico, dunque, tratteggia un’Italia fluida e instabile. Alla ricerca di una nuova geografia elettorale. Ancora incerta e un po’ disorientata, perché il paesaggio politico è cambiato e sta ancora cambiando. L’esito del prossimo 13 aprile non è ancora scritto. A chi lo profetizza, rammentiamo che dal 1994 ad oggi tutte elezioni – tutte – hanno spiazzato, a volte sovvertito le previsioni. E che, dal 1996 fino al 2006, tutte le elezioni – tutte – si sono risolte per pochi punti. Talora: frazioni di punto.
C’è da dubitare che questa volta le cose andranno diversamente.

(da La Repubblica del 25 febbraio 2008)

 

10 Risposte a “previsioni azzeccate”

  1. dionisoo Dice:

    Ah Ubiche, so boni tutti a fa le previsioni sui piccoli! ;-)

    Saluti

  2. ubik Dice:

    Si però Ferrara e Casini li danno molti più su. E poi come si possono prevedere i voti per PD e PdL? Lì mi sembra una situazione molto fluida. E speramo ‘bbene. ;-)

  3. andrea Dice:

    faccio il binetti maschile (come dice un mio amico…): gli aborti non sono dimezzati. provate a confrontarli coi nati e vedrete la differenza…
    ma sulla questione radicali nel pd che ha fatto inca…i cattolici democratici (e io fra quelli) non dite niente? pace e bene

  4. ubik Dice:

    Ciao Andrea,
    grazie per la sollecitazione. Ci sto riflettendo e ora non ho il tempo per dipanare ragionamenti e raccogliere dati e confrontare. Pero’ ne tengo conto e m’informo.
    Idem sui radicali, rispondero’ con calma, posso anticipare che per carattere e inclinazione i suddetti mi hanno sempre lasciato indifferente. Ho sempre votato a sinistra (magari anche cambiando vari partiti, ma non schieramento). Ma qualcosa provero’ a dirla.
    A proposito: hai letto l’invito che ti ho rivolto nella risposta all’altro tuo commento?

  5. kiki Dice:

    Ciao ubik , volevo segnalarti un sito politicamente interessante, reteliberale.it nel sito l’utente può fare delle proposte programmatiche e ha l’opportunità di essere candidato secondo un metodo meritocratico.. è innovativo e potrebbe, a mio avviso, spezzare questa situazione politica che crea solo malcontento!

  6. andrea Dice:

    caro ubik, invito letto, risposto e approvato

  7. ubik Dice:

    @ Kiki. Grazie per la segnalazione. Mi sono affacciato e lì per lì sembra interessante. Infatti seguo con molta passione il discorso su democrazia partecipata et simile. Mi informerò meglio e vedo. PErchè devo aggiungere che la politica su internet è una parte -secondo me- della ricchezza politica e di mio già faccio diverse cose. Vediamo se vale la pena aggiungere anche questa.
    A presto.

  8. Roberto Dice:

    Mah. Per la prima volta in vita mia non sto seguendo nulla di pre-elettorale, sono stanco di questi politici.
    Per quanto riguarda le previsioni a parer mio Casini andrà su un bel po’ (penso sul 10%), raccogliendo gran parte dei voti degli scontenti della fusione Berlusconi-Fini.
    Le candidature del Pd sono apprezzabili, ma Veronesi, che rispetto tantissimo come persona, fa parte dello svecchiamento dei politici?
    Una considerazione per Andrea, dici “ma sulla questione radicali nel pd che ha fatto inca…i cattolici democratici (e io fra quelli) non dite niente?” ; risponderei con una domanda: dove erano i cattolici quando i radicali nel ‘94 si allearono con Berlusconi? I cattolici dovrebbero ricordare che spesso quello che è peccato non sempre è contro legge.
    P.S.
    Tanto per far capire che non sono un “mangia preti”: mia figlia fa catechismo perché è una scelta personale, non sono contro le immagini cristiane nei luoghi istituzionali (le nostre radici culturali sono cristiane), ma sono contro la presenza della religione nelle leggi (siamo uno dei paesi più arretrati d’Europa anche per questo) e soprattutto nelle scuole, tant’è che il prossimo anno non le farò più fare religione.

  9. ubik Dice:

    Ciao Robè. Sarà divertente il 14 aprile andare a vedersi le nostre rispettive previsioni. Del resto ti invidio, perchè io quando capita “appizzo” l’orecchio per seguire la campagna elettorale. Sottoscrivo riga per riga quello che scrivi su radicali e simboli religiosi, ora di religione. Nella vita si cambia. Qualche anno fa discutemmo riguardo il presepe di Scandriglia, ricordi?

    Appena finiamo i lavori e il trasloco prepara i tuoi pargoletti a gita d’istruzione per Firenze.

  10. umanesimo Dice:

    il ruolo degli incerti sarà decisivo nel determinare iol vincitore delle elezioni

    vedi qnche la mia analisi:

    http://socialeanimale.wordpress.com/2008/03/14/elezioni-i-partiti-a-caccia-degli-indecisi/

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