un super-appello

Questo è un appello. Drammatico e purtroppo necessario. Ma prima devo farvi una confessione senza precedenti, che riprenderò più avanti.

Io sono un appassionato dei supereroi Marvel. E qui dovrei chiudere il discorso. In realtà per me è una ferita che brucia di nostalgia.

L’appello è il seguente: chiunque sia in possesso di un qualsiasi albo e numero dei supereroi Marvel pubblicati dalla Editoriale Corno e volesse sbarazzarsene o regalarli, io sono qui pronto a riceverli. Se mai doveste chiedervi il perché farlo, pensate alla vostra buona azione quotidiana. Solo a questo livello di bontà non vi limitereste a cercare, solo, nelle vostre soffitte, ma chiedereste ad amici e parenti, telefonereste ad amici con cui avete litigato. Qui inoltre trovate l’elenco completo di tutti gli albi e di tutta la numerazione.

A parte tutti gli scherzi, l’appello è serio e lo rivolgo a tutti gli amici e conoscenti, nonché a tutti i visitatori presenti e futuri. Da parte mia sto faticosamente recuperando tutti i numeri andando di tanto in tanto a comprarne qualcuno nei negozi specializzati. E visto che non è una priorità vitale (lo sarebbe, lo sarebbe) la cosa va un po’ a rilento e mi scoraggio perché gli albi completi non sono proprio pochi e non vorrei metterci decenni.

Ma per convincervi e impietosirvi vi devo qualche spiegazione che è anche autobiografica.

Quando ero bambino possedevo tutti –dico tutti!- i numeri. Era una collezione fantastica. In buona parte mi fu regalata da un ragazzo, nostro vicino di casa d’estate, che con i suoi 17 anni in pieni anni’70 si era stancato dei soldatini Atlantic, dei fumetti e passava tutto il tempo a smontare e rimontare una moto Guzzi da cross. Silenzioso e riccioluto, Stefano era il suo nome, passava interi pomeriggi nel nostro giardino. Quindi decise di regalarmi il tutto. Era per me un periodo fantastico e ancora oggi rivedo in modo commovente quegli anni: la sera d’estate i genitori di questo benefattore, romani doc, la passavano da noi al fresco. Seduti in giardino a mangiare cocomero (aahhh!!). Milly, una signora grassa, allegra e affettuosa e il marito segaligno e fumatore ci raccontavano gli anni della guerra e Vittorio tutte le sere per tutti gli anni che sono venuti ci raccontava con dovizia di particolari e aneddoti la sua personale esperienza nella guerra D’Africa. Era un uomo così mite e sommessamente allegro che non riesco a vederlo in quegli infuocati luoghi di battaglia.

Stefano, quindi era –per l’epoca- un bel tipo: dinoccolato, r-shirt e canottiera, jeans e superga (ex)bianche, con gli occhiali a goccia; mi regalò qualcosa che a quel tempo non mi sarei potuto permettere. E ai fumetti creati da Stan Lee io devo praticamente la capacità precoce di saper organizzare la lettura e di tenere in mente riferimenti incrociati e relazioni tra i testi. Devo a questo “sottoprodotto” culturale l’agilità e il piacere di arrivare a leggere i romanzi e i classici “mattoni”. Non era solo per una certa attitudine all’impaccio, alla timidezza (praticamente diventavo rosso anche se attraversavo la strada), alla solitudine (oggi, chi lo direbbe?) e non esagero che i fumetti mi iniziarono alla lettura e mi formarono correttamente alla lettura. Ad esempio iniziavo a distinguere chi disegnava chi e confrontavo stili, mi innamoravo senza riserve di alcuni (Jack Kirby su tutti e Steve Ditko) e ne apprezzavo altri (come John Romita).

Da piccolo genitori e parenti, mi raccontano, affascinati che ancora nella culla rimanevo imbambolato di fronte ai fumetti (che tenevo in mano e al rovescio), tant’è che per farmi smettere di piangere me ne mollavano qualcuno. Da bambino poi leggevo tutto, compreso i conti che il pizzicagnolo scriveva sull’incarto. Comunque divoravo tutto: Provolino, Geppo, Braccio di Ferro, Topolino, Tira e Molla, il Corriere dei Piccoli, il mitico Manuale delle Giovani Marmotte…poi appunto arrivarono i supereroi e rivoluzionarono il modo in cui lessi. Perché bisogna dire che tra le cose originali e magiche di quelle avventure c’erano le fragilità e l’intreccio. Le prime tormentavano le storie private dei vari Uomo Ragno, Devil, Hulk, Ben “la cosa” dei Fantastici 4: storie d’amore complicate e dubbi sulla propria personalità, il disagio di sentirsi diversi e necessari perché tali; la seconda era l’abile strategia del creatore e dell’editore per farti comprare gli albi e quindi spendere un sacco di soldi. Praticamente se leggevi una storia nelle scene capitava sempre che ci si riferiva a qualcosa accaduto prima o da qualche altra parte; una nota nella gabbia delle vignette ti ricordava quale numero ed eroe andare a riguardare. Ripeto era fatto a fine di lucro, ma riuscite a immaginare quale potente strumento “pedagogico” per un ragazzino che volontariamente faceva un lavoro che a scuola faceva malvolentieri. La cosa fantastica era che i vari supereroi avevano anche dei motivi per “scazzare” tra loro e magari si combattevano alleandosi con questo e quello. insomma dovevi comprarteli tutti per capirci qualcosa. Quell’imprinting mi ha aiutato e oggi le mie capacità di lettura e ricostruzione di percorsi e approfondimenti vengono da lì.

Quale sia stata la mia Linea d’Ombra, quale il segno del mio passaggio dall’infanzia e adolescenza all’età pre-adulta devo dire che fu un pomeriggio d’estate: in una città quasi deserta e assolata dal mio giornalaio non trovai il numero dell’Uomo Ragno che sarebbe dovuto uscire in quei giorni. Iniziai a fare il giro degli altri edicolanti; insistei anche nei giorni e settimane successive. L’Editoriale Corno aveva chiuso. La gloriosa testata che mi fece appassionare anche ad Alan Ford, le Sturmtruppen, Eureka, Supereroica non c’era più. Qualche anno dopo non c’era neanche la mia preziosa collezione: era stata buttata via durante un trasloco dai miei. Dopo fu diverso perché dopo qualche anno i supereroi Marvel riapparvero con altre case editrici fino all’attuale corso della Marvel, ma il disegno è troppo spinto ed elastico, singole tavole prendono intere pagine, pochi baloon e poco scritti (basta confrontare con la logorrea dei precedenti). Insomma non mi appartengono, non sono nelle mie corde: sono in sintonia con gli adolescenti e i ragazzi di questi anni. Cap. America è morto e i supereroi sono impegnati in una Civil War. Sono un’altra cosa. Quindi provo a ricostruire la serie della Corno, con impazienza e con speranza. E con il vostro aiuto, spero.

Nota a margine: gli eroi Marvel non vanno confusi con quelli della DC Comics. Due generi e due stili in concorrenza, alla seconda appartengono Superman, Batman, Lanterna Verde e ognuno vive la sua parte in modo del tutto autonomo.

 

 

5 Risposte a “un super-appello”

  1. gr@ Dice:

    sissi anche Riccardo mi ha raccontato…

  2. claudio Dice:

    Ciao, se ti fa piacere posso pubblicare questo tuo appello/testimonianza molto simpatica sul sito www. nostalgiaweb.it, sito gratuito che tratta di modernariato e anche di fumetti,
    fammi sapere,
    claudio
    claudio@nostalgiaweb.it

  3. ubik Dice:

    Grazie mille. Ti sono molto grato.
    Grazie di cuore.
    :-)

  4. claudio Dice:

    Ti capisco, anche io sto cercando di completare i supereroi corno, iniziata quando ero ragazzino.
    Ci vuole pazienza e fortuna, ma per certi numeri, i primi e gli ultimi c’è poco da fare, bisogna pagarli e sperare che siano in ordine.
    ciao, Claudio

  5. ubik Dice:

    Sono pronto a pagare per i primi e gli ultimi…se riuscissi a rimediare gli altri non sarebbe male, visti anche gli ultimi dati OCSE: salari italiani più bassi anche di Spagna e Grecia:-)

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