il diario della settimana/1

Da questa settimana terrò un piccolo diario: ogni settimana cercherò di raccontare gli umori e i piccoli episodi più o meno personali che riassumono i 7 giorni appena passati. Un modo come un altro per raccontarvi cosa succede sulle sponde dell’Arno.

inizi
Fervono i preparativi per il trasloco: per ora raccogliamo cartoni da negozi e supermercati. Il pianerottolo è pieno. Intanto la sera per sfuggire alla televisione sempre più rozza scegliamo di prolungare la cena a tavola parlando di come organizzare e pianificare il trasloco e di come è andata la giornata. Oppure vediamo qualche film o altro in dvd. In queste sere rivediamo con irriducibile nostalgia il migliore Beppe Grillo, quello di “Te la do io…”. Vengono quasi i lacrimoni. Intanto i nostri due gatti: Ulisse e Penelope hanno litigato; sul tetto dove passano dolci ore al sole è comparsa una gattina di due anni e penelope giustamentesi è offesa visto che Ulisse passa giornate intere a casa del nostro vicino violinista e non certo per amore della musica.

albe
Uno dei vantaggi di uscire o rientrare all’alba da casa è la possibilità di godersi la vista della chiesa di S. Lorenzo e delle sue strade intorno. A quell’ora infatti i famosi barroccini non si sono ancora piazzati altrimenti bisogna passarci il lunedì mattina oppure e la sera molto tardi. Il resto della giornata la vista è ostruita da questi carretti che vendono vere e proprie cianfrusaglie. Già Emilio Cecchi nel1950: “[…] Ma nulla mi piace come le file di barroccini cariche di tessuti dozzinali, saponette da serve e reggipetti, assiepati intorno alle Cappelle Medicee; in linea d’aria a pochi metri da quella presente eternità”.

Le licenze furono date dal Comune nel dopoguerra a molti orfani o persone che durane la guerra avevano perso tutto. Ora sono una potente corporazione, un po’ razzista: infatti se la prendono con gli ambulanti senegalesi che vendono più o meno le stesse cianfrusaglie. I vecchi barrocciai tra l’altro hanno dato in affitto la loro licenza a pakistani e indiani. E il comune non riesce a regolamentare una zona architettonica bella e preziosa…solo per mattinieri.

bischeri
Curiosa invece la storia dei Bischeri e me la fa tornare in mente un articolo di Concita De Gregorio che segue per Repubblica la vicenda del referendum sulla tramvia. La storia viene citata da Matulli, il vicesindaco (secondo il mio modesto parere molto bravo) e spiega molto bene il carattere dei fiorentini contrari al tram in centro. In sintesi: alla fine del 1200 il comune di Firenze decise di costruire un nuovo Duomo: l’attuale Santa Maria del Fiore, la prima pietra fu posata l’8 settembre del 1296. Il progetto prevedeva un edificio molto grande e quindi il comune decise di acquistare tutti gli edifici e i terreni intorno fino a via dell’Oriuolo, dove risiedeva la potente famiglia dei Bischeri, i quali iniziarono una trattativa sul prezzo che durò anni con il solo scopo di specularci sopra. Le fonti a questo punto sono controverse: chi afferma che un misterioso incendio bruciò tutte le case dei Bischeri, i quali furono costretti a cedere i terreni ad un prezzo irrisorio, chi invece sostiene che furono espropriate con la forza e i Bischeri non videro il becco di un fiorino. Fatto sta che da allora “fare una bischerata” o “comportarsi da bischeri” non è proprio un complimento. Fatto sta che se il comune avesse ceduto ai Bischeri oggi ci saremmo trovati con una famiglia più ricca e un duomo in meno. Strana assonanza con la vicenda tramvia: qualche motorino in più oggi, per meno vivibilità domani.

bus
A volte rinuncio alla bici e preferisco camminare per andare dove devo andare, altre volte rinuncio anche a camminare, per stanchezza, fretta, desiderio di tranquillità e quindi prendo l’autobus. Alla mattina vedo le stesse facce: sono muratori albanesi, donne romene, poveri cristi, qualche pensionato. L’altra mattina saremmo stati in 3 o 4 in tutto, tra cui una ragazza molto carina, è vestita in modo dimesso e ha lo sguardo fisso davanti a sé, non sta pensando. Sta guardando: è attenta che tra le poche persone che salgono alle fermate non ci sia qualcuno che possa ricordare il controllore. Ad un certo momento una giubba blu la trae in inganno e si tende per scendere. Poi si rilassa, ma le guance rimangono rosse per l’emozione. Come se avesse soggezione di essere stata vista dagli altri che non ha il biglietto.

ritagli
per avere un archivio interessante e utile per le interviste e altre scritture ritaglio articoli e notizie. Così capita di avere sott’occhio in questi giorni il rapporto Eurispes per cui i salari sono fermi dal 2000 (e i famosi cinque anni berlusconiani? Lasciamo stare) e Repubblica titola saggiamente e in modo sintetico ed efficace: “da noi salari greci e prezzi tedeschi”. Quindi i numeri il 38,6% arriva a fine mese senza problemi, solo il 13,6% risparmia qualcosa, nel 2007 il 51,6% non raggiungeva la quarta settimana; 6 milioni di persone (noi compresi) arrotondano con altri lavori; 5,1 milioni (sic!) i nuclei familiari che hanno un tenore di vita da disoccupati (circa 15 milioni di persone). Un breve articoletto da il Sole 24 Ore lascia di stucco: si parla del SISE (società di servizi ed emergenza della Croce Rossa Italiana) che lavora in convenzione con la regione Sicilia per il servizio del 118, la quale versa 124 milioni di euro l’anno. Nel 2005 i dipendenti erano 1.074 e la spesa di soli 1,2 milioni di euro. Ora sono 3.305 dipendenti che costano 7,9 milioni. Da notare che i dipendenti della CRI in tutta Italia sono 1.650! Avete letto bene. Dulcis in fundo: alle ultime elezioni regionali furono assunti 2.420 barellieri!!!!!

letture
Ho finito di leggermi Varietà di Esilio della Gallant, che mi è piaciuto molto: 4 racconti femminili gustosi. La metà del libro l’ho letta durante l’attesa in cancelleria al Tribunale per i Minori per consegnare la domanda per ampliare il nostro decreto. Dalle 9:00 alle 12:30 per consegnare un foglio e un mese per aspettare la risposta del giudice. È lenta la giustizia in Italia? Diciamo che è praticamente ferma.

Un po’ lentamente sto finendo gli altri che mi servono per i progetti con l’associazione e per le interviste: periodiaccio con troppi impegni accumulati, problemi al lavoro per via di certi “furbetti der quartierino” che costringono a riunioni e discussioni. Passerà.

Intanto mi segno un racconto di Mario Soldati, personaggio che mi incuriosisce, uscito per la Sellerio “l’amico gesuita”: due amici si ritrovano in treno dopo tanto tempo. Entrambi sono stati in seminario, mentre uno è diventato gesuita, l’altro è ateo. Il primo cerca di convincere o convertire l’altro.

sogni
Latita il cinema. Sogno le vacanze, il trasloco finito, gli amici che mi vengono a trovare, la mia bicicletta. I bambini che devono arrivare.

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