maggioranze cieche, sorde e ciarliere

Alla fine le cose accadono, nostro malgrado. Il “progresso” avanza, i costumi cambiano e non sempre coincidono con i nostri piaceri e i nostri desideri. Ci si rassegna, si va avanti e si rimpiange. Domenica scorsa Eva Kant è andata a rivedersi quel capolavoro che è Blade Runner. Lo davano al cinema Gambrinus: era l’ultimo film in programmazione in questo elegante e confortevole cinema del centro; 25 anni fa uscì proprio qui facendo registrare un record di incassi e ora ha chiuso celebrando a suo modo quell’evento. Ha chiuso resistendo finchè ha potuto al calo degli spettatori che al momento preferiscono i parcheggi dei multisala che sono vicini a raccordi stradali e comunque ai confini delle città. Altri cinema a Firenze negli ultimi tempi hanno chiuso. Il Goldoni (per problemi di parcheggio), il cinema Atelier, il Ciak nel centralissimo quartiere di S. Lorenzo rischiava di trasformarsi in un cinema porno e per ora resiste con programmazioni e seconde visioni rare e di qualità. Quando apri le pagine degli spettacoli in città trovi che i due terzi della programmazione è in mano a soli 2, 3 film che poi sono cose tipo “Natale in crociera” o “una moglie bellissima”. Quindi la scelta è veramente poca. Si dice che è quello che vuole il pubblico. Che poi significa che la maggioranza detta stili e gusti (ma è anche vero il contrario: che gusti e tendenze vengono dettati dai più forti e s’impongono). Nelle ultime settimane il Gambrinus si è inventato una serie di programmazione legata a piccoli festival come quello sul cinema femminile, quello indiano, il France Cinema e il Festival dei Popoli. Evidentemente non bastava. In questi giorni è poi scomparso un gentiluomo come Gianfranco Germani, il fondatore del Cinehall che comprendeva Gambrinus, il bellissimo Odeon e di altre bellissime sale cinematografiche. Era una figura singolare, amante del cinema americano degli anni ’30, di Cary Grant e delle auto sportive (possedeva un concessionario di Maserati e Mercedes). Si racconta che si fermava a parlare con gli spettatori all’uscita del film per sapere se trovavano di loro gradimento l’accoglienza e la comodità della sala.

Uomini d’altri tempi. Che mano a mano scompaiono e all’orizzonte stupidità e prepotenza, superficialità e falsità minacciano di avvicinarsi di buon passo. L’età barbarica tra noi. Non solo per il cinema, ma una profonda nostalgia ci prende di fronte a una televisione che in passato era (meno libera) più gentile e motivata oltre che responsabile. Cosa dire ancora? Che mi colpisce come le maggioranze siano così poco attente alle ragioni di chi in minoranza vorrebbe avere almeno le stesse possibilità e facilità di chi vede, legge, consuma, ascolta altre cose.

Mi ricordo che in anni in cui ero molto polemico discutevo molto con alcuni miei amici perché non volevo vedere il tale film , perché mi faceva schifo un’altra cosa e opponevo ragioni con foga severa. Alla fine l’argomento a difesa dei miei attacchi era che non ero sufficientemente aperto o disponibile e curioso verso le cose che disprezzavo e che invece erano patrimonio comune. Bene. Sono molto cambiato da quel dì e pur tracciando dentro di me una linea rossa apprezzo delle cose verso cui nutrivo pregiudizi e chiusure. Però ora che la vita per il buon gusto diventa difficile (e stai a vedere che una delle cause è aver reso accettabile certe porcherie) mi domando: non sarà il caso che tutti quelli che sono abituati “bene” a porcherie e superficiali passioni culturali ogni tanto si incuriosiscano loro? Non sarà il momento per loro di aprirsi a visioni, letture, stili un po’ più impegnativi e meno bazzicati? Dobbiamo essere sempre noi a capire, aprirci, incuriosirci, liberarci dagli stereotipi? E gli altri che questa fatica neanche la prendono in considerazione vengono ancora a farci la lezioncina? Noi ci siamo “contaminati” anche apprezzando. Quando lo faranno gli altri? E per chiudere: un po’ di rispetto per favore per tutti quelli che scelgono qualcosa di diverso. Che la maggioranza perdesse qualche ora di sonno per vedersi le stupidaggini in prima e seconda serata. A noi dateci il riposo e il piacere di vederci qualcosa senza dover maturare occhiaie. Un po’ per uno non fa male a nessuno.

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