“nostra madre, ha rovinato la mia vita” [La Prima Cosa Bella]

5 febbraio 2010

Riprendiamo ad andare al cinema. E per noi funziona più o meno così: si va separati, almeno per il momento. EvaK ci è andata un pomeriggio, il sottoscritto dopo qualche giorno all’ultimo spettacolo.

Situazione strana, dopo tanti anni che abbiamo condiviso film e pomeriggi, sere e visioni insieme. Quasi sempre. Ma per ora  ci sembra la situazione migliore. I nostri figli non sono abituati all’idea di mamma e papà assenti contemporaneamente.

Questo significa che non si può vedere tutto, ma neanche rinunciare del tutto. Quindi -separati- ci siamo andati a vedere questo film che ci è piaciuto non poco. Non dirò perchè e dove, perchè il mio giudizio conta davvero poco.

Dico solamente che mi ha colpito incamminarmi da solo al cinema sotto casa. E’ successo alcune volte, ma poche e mi sembrava di ritornare indietro nel tempo perchè io sono cresciuto a visioni solitarie fin da quando ero poco più che adolescente e magari mi infilavo di pomeriggio a gustarmi “I Dieci comandamenti” di Houston o “Guerre Stellari”, senza negarmi visioni collettive di formazione la domenica, che poi erano i film di Bud Spencer o i Pierini di Alvaro Vitali.

Quindi si ritorna al cinema da soli. Sensazione strana dicevo ma anche riposante: staccare e sprofondare nel tepore delle poltrone con pochi ritardatari sconosciuti e godersi il film. Lasciando vagare lo sguardo e lasciare andare suggestioni e connessioni, spiegazioni e fascinazioni possibili.

Dicevo che il film ci è piaciuto e per quanto mi riguarda la frase citata racchiude il senso che nonostante la “rovina” descrive e ritrae una mamma affettuosa, invadente, importante. E che mi suggerisce un pensiero che sto facendo con altre letture di questo periodo che ad un certo momento è necessario fare i conti senza sconti con il proprio passato personale più o meno recente. Elaborarlo, direbbero gli psicologi che poi significa attrezzarsi per affrontarlo e andare avanti, magari con la punta nostalgica di un nido che sta da qualche parte e che si è lasciato da tempo. Consapevoli che possiamo ritornarci anche se -per fortuna- non definitivamente.

Detto ciò, eccovi la consueta recensione del migliore: Mereghetti: QUI.


i figli dei poveri a scuola

5 febbraio 2010
 Mikhail Galustov/Redux, A drawing board sits on a wall in a school destroyed by Taliban in the town of Nawa, Helmand province, Afghanistan, on December 17, 2009.

Mikhail Galustov/Redux

Riprendo e propongo le riflesioni sulla scuola e quello che vi avviene ultimamente scritte da Marco Rossi Doria sul suo blog, che mi sembrano interessanti:

25 gennaio, 2010

Proposte povere. Per i figli dei poveri

Ho scritto ieri queste cose per l’Unità, non so quando le pubblicherà. Intanto le metto qui.

La destra italiana mostra – in campo educativo – una grande competenza nel proporre soluzioni apparentemente chiare a problemi che si trascinano. Ma ogni volta le propone al ribasso. Povere. E soprattutto tali da consolidare, sempre in peggio, lo stato delle cose. Che, però, intanto, lungo i decenni, andavano sfilacciandosi. Mentre noi guardavamo altrove. Tanto che, forse va finalmente detto che vi è un nesso terribile tra la rimozione prolungata dei problemi educativi del Paese di cui molta parte della sinistra è stata co-responsabile e la mannaia semplificatoria della destra. Un esempio? Il Leggi il seguito di questo post »


il frate laico, padre Camillo de Piaz

5 febbraio 2010

il 1 febbraio è morto a 92 anni Camillo de Piaz, uno dei tanti maestri che mi appartengono. Che hanno contribuito a formare quelle 4 idee che mi ritrovo. Che seguivo e che insieme ad altri “perfetti sconosciuti” mostrano con le loro idee e i loro comportamenti che una idea di Chiesa e di fede è possibile, senza rinunciare alla laicità necessaria che -oggi come oggi- è mal coniugata e brandita alla pari della fede azzimata e ostentata da tanti volgari personaggi. Insieme a Mario Cuminetti, Balducci, don Tonino Bello, Turoldo di cui fu inseparabile amico, Gallas fa parte di quella schiera piccola ma combattiva che non rinuncia e non si compromette, ma ragiona e combatte. Addio Camillo.

MATERIALI:

QUESTO il sito curato da Bruno Ciapponi su tutto quello che riguarda padre Camillo;

la Fedeltà e la Libertà – intervista di Annachiara Valle per Jesus n. 4 del 2007;

Camillo de Piaz, braccio destro di Turoldo – ricordo di Aldo Bonomi per il Corriere della Sera del 1 febbraio 2010;

Addio a de Piaz, frate e partigiano – ricordo di Goffredo Fofi per l’Unità del 1 febbrraio 2010;

E vi propongo le due interviste molto belle a UNA CITTÀ. Anche se lunghe, meritano di essere lette per capire anche alcuni credenti non clericali e sfuggire così alle semplificazioni da “quotidiano”: Leggi il seguito di questo post »


la bambina interprete

30 gennaio 2010

[da LA STAMPA 8/01/2010] di Elena Masuelli

Al Sant’Anna lingue e culture a confronto

Narumi, la cinesina interprete in sala parto

Narumi ha dieci anni e parla italiano. «Imparato scuola, nata a Cina», taglia corto. È arrivata di sera tardi al pronto soccorso del Sant’Anna, con un papà agitato e la mamma alla fine della gravidanza. Due adulti gentili che fanno in continuazione cenno di sì con la testa, lo sguardo perso di fronte alle domande delle ostetriche. Situazione complicata e chiarissima: l’amica che avrebbe dovuto aiutarli non si trova, Leggi il seguito di questo post »


Haiti, la vita e i soccorsi

25 gennaio 2010

Un ragazzo si versa l’acqua sulla testa in una strada, 20 gennaio 2010 a Port-au-Prince, Haiti. (Chris Hondros / Getty Images)

Un marine americano porta l’acqua in bottiglia dopo l’atterraggio in una zona rurale al di fuori Port-au-Prince, 19 gennaio 2010. (REUTERS / St Felix Evens)

Un operaio belga del B-FAST (gruppo belga di primo soccorso), chiude gli occhi per un attimo mentre fatica a liberare Rosemene Josiane, 28 anni, che era rimasta intrappolata tra le macerie della sua casa per giorni e giorni dopo il terremoto del 15 gennaio 2010 a Port-au-Prince, Haiti.  I membri  hanno lavorato quasi tutta la giornata per liberare la donna, che aveva le gambe incastrate sotto le macerie. Infine, gli operatori hanno dovuto anestetizzare  la donna per poterle amputare una gamba. (Chris Hondros / Getty Images)

PS: per Bertolaso è una parata, per altri una fatica e un dolore.


LA7, MAMMA HA PRESO L’AEREO (parte 2)

19 gennaio 2010

Carissimi.
Come accennato le polemiche e gli interventi proseguono. Per dovere di cronaca riporto un lancio ANSA (dove mi si cita) e un articolo uscito su la Repubblica dove una delle curatrici del programma e nostra grande amica parla della trasmissione.
Riguardo l’articolo che trovate QUI mi permetto di aggiungere:
1) che sarebbe bello che titolisti e giornalisti ogni tanto si parlassero. Infatti nel titolo si richiama ai Reality, mentre nell’articolo si ha cura di non presentarlo per quello che non è. Ma si sa pigrizia e il richiamo per chi legge a votle è molto più importante. Ci siamo abituati e scandalizzati ogni volta anche per notizie più gravi e drammatiche. Dispiace l’abitudine. Di più non Leggi il seguito di questo post »


LA7: MAMMA HA PRESO L’AEREO

15 gennaio 2010

Ormai ci siamo. O quasi. Il nuovo programma de LA7 dedicato alle adozioni internazionali “Mamma Ha Preso l’Aereo” sta per avere inizio. Sembra che debba andare in onda a febbraio (forse l’11). Le puntate dovrebbero essere 5 o 6. Ognuna dedicata alla storia di una famiglia adottiva e di un paese.

Noi siamo quelli del Brasile e le puntate dovrebbero essere 2 (al momento non so se accorpate nella stessa serata o in due puntate distinte), anche perchè la nostra avventura -come sanno gli habituè del blog- è stata condivisa insieme ad un’altra famiglia. Ovviamente ci teniamo a tenervi aggiornati.

In rete la notizia ha iniziato a circolare provocando discussioni e perplessità. Soprattutto perchè la notizia è stata ripresa e rilanciata come programma da Leggi il seguito di questo post »